Avellino – Tra 5 anni c’è il rischio che esploda una pandemia diabetica, molto più grave di quella del virus H1N1. A riferirlo è il professor Paolo Rubino, responsabile del Laboratorio di Cardiologia Invasiva della Clinica Montevergine di Mercogliano in occasione della presentazione del settimo corso di interventistica periferica organizzato dalla casa di cura per i giorni di venerdì e sabato nel centro irpino. Il numero dei diabetici, come ha spiegato Rubino, è destinato a diventare il doppio di quelli attuali con effetti devastanti, sotto il profilo sanitario e dei costi per la collettività. Già oggi, peraltro, oltre il 90 per cento delle amputazioni degli arti potrebbe essere evitata se si praticasse un intervento di angioplastica con la riapertura di una delle arterie occluse sotto il ginocchio.
Focus particolare, nel corso del congresso previsto per il prossimo weekend, sul trattamento endovascolare della patologia aortica, sia essa valvolare che aneurismatica. Nel laboratorio della struttura irpina è stata impiantata la prima valvola aortica per cutanea per via transapicale. Si tratta, come ha sottolineato Rubino, di una metodologia innovativa che permette di operare con successo anche pazienti in gravi condizioni, per i quali sarebbe improponibile sia la chirurgia tradizionale che l’approccio endovascolare percutaneo, evitando così complicanze respiratorie e riducendo sensibilmente i tempi di degenza ospedaliera. Finora la sostituzione valvolare aortica con approccio chirurgico tradizionale rappresentava l’unica terapia possibile. L’innovativa metodologia è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra l’equipe guidata da Rubino e diversi ospedali internazionali.
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