Basket – A Teramo la sfida con gli ex Diener e Capobianco

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Dopo le sconfitte con Bologna e Siena, per l’Air è in arrivo un nuovo ostico impegno. La Pancotto band farà visita domani, al canonico orario delle 18,15, alla Teramo degli ex Capobianco e Diener. Gli abruzzesi, dopo un inizio di stagione complicato e condizionato anche dal “caso” Thomas, appaiano in netta ripresa. La vittoria a Biella del turno scorso ed il successo in Eurocup con il Galatasaray testimoniano il buon momento e, come ricordato dal coach dei lupi nella conferenza stampa di ieri, se l’impegno infrasettimanale può sicuramente costituire un problema dal punto di vista delle energie, fornisce anche una grossa carica motivazionale. Teramo, così come Avellino, trova ad ogni partita un protagonista diverso, ma a differenza dell’Air, finora non ha nelle proprie corde un elemento che possa garantire un apporto costante e redditizio. Per la serie: “talento non fa sempre rima con rendimento”, i biancorossi, anche se non hanno una stella, mandano mediamente cinque giocatori in doppia cifra. In posizione di play troviamo Giuseppe Poeta. E’ oramai uno dei veterani, da quattro stagioni in Abruzzo, rapido, uomo squadra, il presente ed il futuro della nazionale italiana. Non ha ancora completato il processo di maturazione cestistica, alterna prove sottotono ad altre decisamente sopra le righe che spesso finiscono con l’essere l’indicatore delle vittorie biancorosse. Nello spot di guardia c’è una recente conoscenza del pubblico irpino: Drake Diener. Ha forse vissuto ad Avellino la sua annata peggiore, ma le doti balistiche, di un giocare in grado di chiudere a quasi venti di media a gara con la maglia di Capo d’Orlando nella stagione 2007/2008, restano immutate. Un altro elemento dal rendimento fin qui incostante è senza dubbio Bobby Jones. Giunto a Teramo come uno dei possibili crack del campionato, non ha ancora fatto vedere tutto il suo potenziale, ma è sicuramente uno degli elementi più interessanti. Ala piccola, classe ‘84, già con oltre 90 presenze tra i pro americani con le maglie di Philadelphia, Denver, Memphis, Houston, Miami e San Antonio. E’ alla sua prima esperienza europea dopo l’annata chiusa a 16,3 punti di media con la canotta dei Sioux Falls Skyforce in D-League. Percentuali molto alte sin qui, nonostante le alterne prove in fase realizzativa, e per lui, così come per Poeta, vale lo stesso discorso: quando tocca il ventello, i teramani portano sempre a casa i due punti. Sotto canestro c’è un’altra delle conferme, parliamo naturalmente di Valerio Amoroso. Dagli albori in quel di Roseto quando il suo tonnellaggio non gli consentiva di fare a sportellate sotto le plance, ha costruito una solida identità tecnica e fisica. Giocatore compatto, può occupare entrambe le posizioni d’area ed è in possesso di una buona mano dall’arco. Una soluzione a cui spesso ricorre seppur alterne fortune, portando a spasso l’avversario di turno ed aprendo l’area alle penetrazioni degli esterni. L’addio di un centro puro come James Thomas gli regala molti minuti anche da numero cinque in coppia con Jurak. Il lungo sloveno, anche se è spesso etichettato come uno in grado di fare solo e soltanto tanta legna in vernice, si sta esprimendo su buoni livelli anche nella metà campo d’attacco. Non è di certo il terminale principe ma tira con il 70% da due. Chi può cambiare la gara in uscita dalla panchina è senza ombra di dubbio Ryan Hoover. Guardia bianca di piccola taglia, l’apoteosi del tiratore di striscia, potrà essere sicuramente uno degli aghi della bilancia. Nota di merito anche per Bruno Cerella. Il giovane argentino, ma con passaporto italiano, viene spesso lanciato nella mischia da Capobianco per innalzare l’intensità difensiva. L’eterno Lulli è l’anello di congiunzione tra settore piccoli ed area pitturata, mentre Stanescu e Jones chiudono le rotazioni dei lunghi. Il rumeno, anche se ha un impiego ridotto, parte in quintetto, il bianco d’Irlanda fornisce un solido apporto a rimbalzo in relazione allo scarso minutaggio. (di M. Roca)

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