I roghi a Banzano e Solofra: si apre una nuova stagione di racket?

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Solofra – Dopo una giornata di accertamenti tecnici e sopralluoghi effettuati da parte dei carabinieri della Stazione di Solofra, sembra ormai chiaramente ricostruita la dinamica del rogo alla conceria del polo conciario. Nel mirino degli inquirenti sono finiti 4 giovani, tutti residenti tra Fisciano e Baronissi. Per la tarda mattinata di oggi sono attese le convalide da parte del Tribunale di Avellino che deciderà, quindi, sulle sorti dei ragazzi.
Uno dei quattro, G. L., 30enne originario di Baronissi, ha precedenti penali ed in passato è stato legato ai Forte (era lo specialista di atti incendiari ed estorsioni, ndr), clan malavitoso che ha operato nell’Irno – ed in particolare a Baronissi – fino all’epoca del maxi blitz portato a termine dai militari dell’Arma nell’aprile del 2001. Gli altri tre risultano tutti incensurati .

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i 4 malviventi, una volta portatisi nella zona industriale di Solofra a bordo di una Fiat Punto grigia, si sono divisi in due squadre. Due di loro sono rimasti all’esterno dello stabilimento a fare da pali, mentre altri due (il pregiudicato e uno degli incensurati) si sono introdotti all’interno dei laboratori con una tanica da 5 litri di benzina tra le mani. Hanno prima scavalcato il cancello esterno e poi, mediante effrazione di una delle finestre che danno sull’esterno, hanno versato a terra l’intero contenuto della latta, appiccandovi il fuoco. Poi, prima di allontanarsi definitivamente dal rogo, hanno pure lanciato all’interno della conceria una bomba carta delle dimensioni di circa 15 centimetri di diametro.
Fino alla tarda serata di ieri sono stati impegnati gli artificieri dei Carabinieri giunti a Solofra appositamente da Napoli che attraverso una perizia tecnica, hanno attestato l’effettiva pericolosità dell’ordigno che, sebbene rudimentale, sembrerebbe essere stato assemblato da una mano esperta in pirotecnica. Un artifizio esplodente che, ad ogni modo, avrebbe causato un bel danno allo struttura, vista la buona portata esplosiva.
I 4 fermati di ieri sono stati, quindi, tutti e arrestati con l’accusa di incendio doloso e porto e detenzione di materiale esplodente.

Ma restano ancora tanti i nodi da sciogliere. Secondo gli inquirenti, però, l’episodio sembra avere tutti i connotati dell’estorsione. Ma cosa ci facevano l’ex affiliato al clan Forte e i suoi in un territorio di un altro clan? E’ possibile collegare l’episodio di Solofra con quello che solo 24 ore prima aveva portato all’incendio doloso di un escavatore (di proprietà di una ditta del salernitano) a Banzano, piccola frazione di Montoro Superiore a ridosso della cittadina della concia? Sulle due vicende e sulle possibili connessioni tra clan malavitosi della Valle dell’Irno e dell’Irpinia ruoteranno le attività degli inquirenti. (di Antonio Pirolo)

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