Calcio – La ‘formula’ di Romano: “Dobbiamo sbloccarci mentalmente”

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In casa Avellino si riaccende una flebile fiammella. Il rientro di Gaetano Romano regala un mezzo sorriso a dirigenza e tecnico in questo momento non positivo per la truppa irpina. Il rilancio dell’ Avellino verso il vertice è affidato alle sue reti: tutti puntano sull’ex Gladiator perché fino ad oggi è stato uno dei pochi ad avere continuità e cinismo, quella freddezza che manca ad una squadra costruita per asfaltare gli avversari e che fino a questo momento non l’ha fatto. Il ‘Cobra’, dopo lo stop forzato, è pronto a caricarsi il lupo sulle spalle e aiutarlo ad uscire dal tunnel, dalla palude in cui si è impantanato il gruppo biancoverde. Non è il momento di abbattersi, di abbassare la testa, ma bisogna pedalare, sudare, lottare per abbandonare l’inferno della D. Va di fioretto e non di sciabola, l’esperto attaccante napoletano, che striglia la squadra e allo stesso tempo ne esalta le cose positive.
Dopo il lavoro atletico svolto la scorsa settimana, il 35enne bomber dell’undici di D’Arrigo oggi si aggregherà al gruppo.

Un Avellino che ha paura di vincere?
“Non sono d’accordo. Credo solamente che si debba avere la voglia e la convinzione mostrate nella seconda frazione di gioco. Al di là di tutti gli episodi sfortunati che ci sono capitati fino a questo momento. L’approccio alla gara è stato sbagliato, dobbiamo essere noi a comandare il gioco e questo c’è stato solo dopo il goal del Castrovillari”.
Errori come quelli di Biancone, con un gruppo che a causa dei tanti infortunati ha già numerosi problemi, sono imperdonabili…
“Christian è un ragazzo eccezionale, un giocatore straordinario che sta recuperando la forma migliore. Ma non può e non deve lasciare la squadra in dieci con un gesto come quello. Specialmente in una giornata in cui l’attacco è ai minimi termini. E De Simone, che non è una punta, ha fatto benissimo, sacrificandosi alla grande e siglando il goal che ci ha permesso di recuperare il match. Poi il mister ha inserito Claudio Esposito e Tarquini per dare maggiore velocità, ma le parate strepitose del portiere e l’inferiorità numerica hanno complicato ulteriormente le cose”.
Romano continua nella sua analisi e lo fa senza mezzi termini e misure:“Non possiamo permetterci di regalare un tempo agli avversari. Abbiamo giocato con l’ultima in classifica, la gara dura novanta minuti non quarantacinque. Ci vuole costanza. Non possiamo svegliarci sempre tardi, non ho visto il carattere e la personalità che una squadra con giocatori esperti come i nostri deve avere; a quel punto gli avversari, anche se ragazzini, prendono coraggio ”. Forse si deve anche osare di più calciando da lontano?
“I nostri centrocampisti a volte dovrebbero rischiare. La qualità dei portieri non è eccelsa, anche se contro di noi si esaltano e fanno la gara della domenica”.
Il Partenio non credi che stia agevolando gli avversari e penalizzando la nostra squadra?
“Quando vengono a giocare nel nostro stadio gli avversari danno il massimo, sta a noi essere meno ‘gentiluomini’, più brutti e più scorbutici. Quando ci affrontano tutti vogliono dimostrare il massimo. Il Castrovillari domenica ha trovato quel jolly, come in precedenza era successo all’Hinterreggio e poi si è rintanato nella propria aria. A prescindere da quando giochiamo in casa o fuori, dobbiamo mettere da parte lo spettacolo ed essere più materiali. Lo esige la categoria”.
Duro nei confronti dell’arbitro…
“Ha condizionato l’incontro, il goal di De Rosa era regolare così come c’era un rigore su Biancone. Ma questo per noi non deve essere un alibi. Abbiamo l’obbligo di fare di più, altrimenti rischiamo di fare solo brutte figure. Lo si deve alla piazza, alla città. Sul piano personale spero di continuare a fare bene, ma adesso è giunta l’ora che tutti caccino gli attributi, basta prestazioni opache. Affrontiamo il Rosario, una compagine che conosco perfettamente. Sono primi in classifica, ma nessun timore. Se scendiamo in campo convinti e ci sblocchiamo mentalmente non ce ne sarà per nessuno”.
Tu sei quello che conosce meglio la D, ti è mai capitato di trovarti in una situazione del genere? Senza vittorie dopo sei giornate, come pensi si possa voltare pagina?
“È la prima volta che mi capita e mi fa male. Perché sono venuto qui con grande entusiasmo, ho deciso di intraprendere questa avventura rifiutando tante offerte, sono qui per fare bene e restarci. E’ solo un problema di testa, quando riusciremo a conquistare la prima vittoria il vento cambierà. Ho detto ai miei compagni di liberarsi dai pensieri, non badare alle pressioni. Alle spalle abbiamo una società importante che non ci ha fatto mai mancare il proprio apporto, quindi stiamo tranquilli”. Quanto sta pesando l’assenza di un giocatore come Puleo che conosce bene l’ambiente?
“Tanto, è un giocatore che oltre a dare esperienza alla linea arretrata è irpino di adozione e quindi può essere una guida per i più giovani. Mi auguro che torni presto”.
La proprietà ha deciso di dare massima fiducia al tecnico e all’intero organico. Ora sta a voi ricambiare…
“Sicuramente, bisogna fare di più. Spero che i miei compagni abbiano compreso che la D è brutta e difficile. Che i campi sono pieni di insidie e che si bada poco all’aspetto tattico. Ci vuole più agonismo, più cattiveria, più corsa e tanta voglia di lottare. Nessuno ti regala niente. Lo spettacolo per essere vincente, spesso deve essere ‘antiestetico’”.(di Sabino Giannattasio)

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