Durante il solenne festeggiamento per il 235esimo compleanno della Guardia di Finanza, particolare rilievo ha rivestito il discorso pronunciato dal colonnello Mario Imparato.
“Le celebrazioni del 235° anniversario della fondazione del Corpo mi vedono prendere la parola oggi, in questa splendida location che per la prima volta (e spero divenga una nostra tradizione) ospita una manifestazione istituzionale, dopo il primo anno completamente trascorso quale responsabile della Guardia di Finanza in Irpinia: il tempo pare sia davvero volato e, sinceramente, mi sembra solo ieri quando, ormai un anno fa, mi trovavo come adesso dietro ad un leggio in occasione di questa ricorrenza.
Rispetto ad allora, pur “sentendo” ugualmente il momento, dopo un anno completamente trascorso in Irpinia, oggi posso dire di conoscere di più questa terra, d’aver imparato ad apprezzare i grandi valori che la caratterizzano. Mi sento davvero, lasciatemelo dire, più a casa. L’azione del Corpo è di per sé un’attività particolare, talvolta oscura: solo a seguito di pazienti accertamenti, di lunghe indagini, di complesse verifiche si riesce a ricostruire la trama di una frode fiscale, di una truffa ai danni dello Stato. Nell’afflato di mostrare come non sempre debba esser vincente quella sorta di “anarchia fiscale” che talvolta spinge il cittadino onesto ad un senso di frustrazione, da una parte ho cercato di dar risalto agli esiti delle nostre attività allorquando queste giungevano alla loro fase conclusiva e dall’altra, contemporaneamente, ho cercato di porre la massima attenzione a quelle situazioni che, nella quotidianità, maggiormente potevano suscitare quel senso di smarrimento che ogni cittadino onesto può esser indotto a provare di fronte ad una ingiustizia. Così la Guardia di Finanza di Avellino ha sviluppato operazioni che, indipendentemente dai risultati per così dire “repressivi” (comunque di rilievo), hanno spesso avuto anche una loro valenza nell’effetto che talvolta ha indotto il cittadino a un liberatorio “finalmente … ci voleva!”. Per fare degli esempi, mi riferisco agli accertamenti sviluppati con la Asl per l’indebita percezione di contributi dal Servizio Sanitario Nazionale a fronte di pazienti inesistenti, all’operazione Sold Out che ha toccato il mondo dei saldi, all’articolato piano operativo sviluppato con la Direzione Provinciale del Lavoro in concomitanza con il momento di massima produzione dolciaria (operazione Eggs), alle iniziative sviluppate nei confronti delle sagre e delle manifestazioni fieristiche, all’operazione Santabarbara due che ha portato al sequestro del più ingente quantitativo di artifizi pirotecnici, alla costante attività a tutela dell’ambiente particolarmente sviluppata in alta Irpinia, alla continua azione di contrasto al gioco d’azzardo con apparecchiature del tipo slot machines (operazione Insert Coin), all’operazione Pesonetto tesa a sradicare il vezzo di “pesare” le confezioni, alle iniziative per limitare la diffusione di sostanze stupefacenti e psicotrope sviluppate, in sinergia con le altre forze di polizia, attribuendo uguale valenza alla fase del contrasto ed a quella della prevenzione quali diverse facce di una stessa medaglia (per tale ultimo aspetto, la costante “presenza” sul territorio è stata alla base dell’ingente sequestro di marijuana di cui all’operazione Settefoglie, di recente assurto anche alla ribalta delle cronache nazionali).
L’anno scorso (sono andato a rileggere la traccia che seguii per il mio indirizzo di saluto) conclusi il mio intervento con la promessa di ritrovarci insieme al 235° anniversario della fondazione del Corpo, per verificare, voi tutti e non più io, se il comando provinciale della Guardia di Finanza di Avellino avesse o meno mantenuto l’impegno d’esercitare le proprie funzioni di polizia economico-finanziaria nel migliore dei modi affinché rispetto delle regole, equità e sicurezza potessero sempre più essere un bene di tutti e non già una mera chimera. Ed allora, pertanto, non posso che concludere lasciando a voi la parola su questo punto, con la promessa di continuare comunque a portare il testimone che mi è stato lasciato sempre più in avanti, nel superiore interesse dello Stato.
Viva la Guardia di Finanza.
Viva l’Italia”.
