Ballottaggio – Gengaro detta le ‘regole’ per l’apparentamento

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Avellino – Contro il ‘demitismo’, contro una presunta classe imprenditoriale “corrotta”, contro ogni strumentalizzazione. Antonio Gengaro, anima del Centrosinistra Alternativo, è un fiume in piena. Ancora una volta a gran voce, ha ribadito le condizioni ‘indispensabili’ per poter apparentarsi con Galasso al ballottaggio: niente accordo con le civiche di Festa e assegnazione degli Assessorati comunali a personalità esterne di indubbia professionalità e moralità.
Un patto che sembrerebbe aver messo sul chi va là il Partito Democratico. “Due anni fa – esordisce Gengaro – abbiamo dato vita a questo progetto mettendo insieme le migliori intellettualità avellinesi, uomini e donne d’acciaio che non si sono piegati davanti alle corazzate”. Una linea di pensiero che è poi diventata il diktat di tutta la coalizione. “Mi sono sentito un pò come il turco napoletano interpretato da Totò, corteggiato dal centrodestra e dal centrosinistra. Adesso nessuno parla con me. È una gara a chi offre di più”.
Ma nella faretra di Gengaro ci sono frecce avvelenate per tutti: in primis per gli ex assessori Sergio Barile e Maurizio Petracca. “Quando, tempo fa, espressi delle osservazioni di conflittualità tra il progetto del tunnel e dell’annesso parcheggio, fui tacciato da tutti e minacciato di querela. Indovinate a chi si rivolsero Barile e Petracca? A Massimo Preziosi. Un caso… bah!”.
Altro colpo contro De Mita e gli organi di informazione ‘troppo immischiati con la politica’. “De Mita e qualche altro giornalista non mi detterà mai le linee politiche da seguire. Non staremo mai insieme alla peggiore accozzaglia politica di questa città tenuta insieme dal magnate di Nusco. Questa città è diventata come la Palermo di Ciancimino, ma De Mita deve sapere che gli avellinesi non sono più ingenui dei nuscani”.
Una raffica di osservazioni sull’andamento della campagna elettorale e dei sui risultati che è poi sfociata nelle due questioni nodali dell’incontro: “Ho avuto la possibilità di avere un colloquio con il senatore Enzo De Luca. Gli ho spiegato che non siamo più in ‘epoca pallettaria’ e che giocare di rimessa poterà anche la città capoluogo nelle mani del centrodestra. Il Pd non ha discusso con noi, vera forza politica, ed ha preferito aprire il Foro Boario alle civiche. Io non mi siedo al tavolo con Gianluca Festa. Dico ‘no’ agli imprenditori in politica o ai loro cavalli di Troia. Per questo, chiediamo assessori esterni. Ribadiamo che l’avvio di qualsiasi discorso con il Partito Democratico deve avvenire alla luce del sole e presuppone l’impegno a voltare completamente pagina in città, presentando al giudizio dell’elettorato politiche condivise, rifiutando ogni forma di alleanza con i poter forti che abbiamo sempre contrastato. Se queste condizioni verranno meno, il Centrosinistra Alternativo non parteciperà al ballottaggio”. (di Marianna Marrazzo)

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