Il gruppo “Unire la Sinistra del Vallo di Lauro analizza il momento politico che sta attraversando il mandamento e nel documento redatto pone le basi per rilanciare un’alternativa ai governi attuali.
“All’indomani della disastrosa esperienza della Sinistra Arcobaleno abbiamo lanciato le basi, a Lauro e nel Vallo, per far in modo che la sinistra, scomparsa dal parlamento potesse recuperare nel territorio quella spinta e quell’energia indispensabile per recuperare consensi, ritrovare un cammino e riaccreditarsi come forza che declina i valori e le idee disperse nel calderone bipolare e nelle alchimie che ne sono conseguite. Abbiamo sperato, e continuiamo a farlo, che l’esperienza di quella coalizione artificiosa, elettoralistica ed autoreferenziale inducesse tutti a ritenere l’unità sinistre il viatico per uscire dal deserto. Abbiamo immaginato di vedere nella prospettiva di Sinistra e Libertà quel mandorlo fiorito che, consentiteci un pizzico di reminescenza religiosa, la fiducia e la fede faceva vedere a Geremia in pieno inverno. Ci siamo detti, forse è l’ora di raccogliere i frutti di un’attività politica che non si è fermata dopo il 4 e 5 aprile 2008. Noi ci speravamo e ci speriamo ancora, ma i segnali che giungono alla periferia sono poco incoraggianti. Rispetto alla grave crisi della sinistra, che non sa più parlare al suo popolo, riproponiamo in questa provincia un modello e uno schema fatto di divisioni e fratture, a tutto vantaggio delle destre, pronte a conquistare anche la nostra Irpinia. Ci siamo fermati a guardare il dito, ma abbiamo perso di vista la prospettiva. Certo, rispetto ad alcune considerazioni sull’etica e la moralità pubblica ci potremmo anche trovare d’accordo, ma bisognerebbe essere consequenziali, perché poi si dovranno spiegare le scelte anche nell’eventuale turno di ballottaggio. La sinistra che continua ad alimentarsi con lo scontro interno, con sofismi ed interessi di bottega non ci interessa, come del resto non interessa neanche a chi non riesce a raggiungere la fine del mese, al cassintegrato Fiat, al precario della Comunità Montana o dei Comuni, al docente che dall’anno prossimo potrebbe trovarsi in strada, al contadino che ormai vede i costi di lavorazione dei prodotti triplicati rispetto a quelli di vendita. A tutta questa gente cosa proponiamo? Noi crediamo che non stiamo costruendo le condizioni per consentire che l’operaio o il precario possano votarci, anzi li stiamo allontanando sempre di più, con una politica politicante, compromessi e polemiche inutili, ma in particolare con una proposta diversificata e non unitaria. A tal fine auspichiamo un supplemento di responsabilità, un nuovo corso che non può vederci uniti globalmente e divisi localmente.
Noi abbiamo lavorato per creare la Sinistra, quella che in un territorio difficile declina i temi della solidarietà, dell’ eguaglianza,della lealtà, e della lotta a tutti gli abusi, alla camorra, alla politica basata sulle clientele e sulle promesse. Questa è la sinistra che vogliamo, unita e pronta ad essere l’alternativa alla destra berlusconiana, ma anche pungolo ad un Pd che non riesce a trovare un anima, quella che invece dobbiamo far emergere noi, donne e uomini impegnati per i diritti e per la giustizia. In questo caso il laboratorio del Vallo di Lauro ha rappresentato una fiammella per le ragioni della sinistra.
La nostra prospettiva rimane il centrosinistra, alternativo solo alla destra, anche se il Pd in questa provincia e nel Vallo Lauro ha rappresentato un guscio vuoto di idee, un partito degli amministratori che restano autoreferenziali, che hanno deluso speranze ed aspettative non sapendo essere molto dissimili dalle esperienze ex socialiste passate con il centrodestra. Questa analisi impietosa ma realistica ci induce però a dover tentare un ultimo sforzo, uniti nella diversità, ma insieme per arginare una deriva berlusconiana che in questa terra significa un nuovo regime demitiano e sibiliano. Un rischio che è l’unica vera alternativa cui dobbiamo contrapporci. Il nostro territorio è prossimo a divenire terra di conquista dell’Udc e del Pdl”.
