D’Ercole (An), omaggio a Tatarella: “PdL non più sogno ma realtà”

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Avellino – Già nel secolo scorso la sua idea di destra guardava al futuro. Quello che, a 10 anni dalla sua scomparsa, Giuseppe Tatarella sognava era un partito unico: un vero e proprio polo “… senza certezze dogmatiche, senza pregiudizi, con l’ansia construens e l’analisi e il confronto”.
E proprio guardando a questa figura che Franco D’Ercole, capo dell’opposizione in Regione, ha invitato quanti interverranno domenica al congresso provinciale di An – che sancirà lo ‘scioglimento’ del partito – ad “… una corale assunzione di responsabilità” nel rispetto dei valori comuni al fine di “… realizzare le riforme che sono necessarie e, per certi aspetti, indispensabili per un miglior funzionamento della democrazia”. Il sogno di Tatarella non è più tale. Oggi c’è uno spazio. Forse per caso, forse perché 10 anni fa si compì la nascita del partito del Popolo della libertà.
Non si tratta di un’annessione a Forza Italia ma sarà il passo conclusivo per la creazione di un grande soggetto di centro destra, progetto che covo da tempo nel rispetto degli ideali coltivati anni addietro dal mio maestro politico (Tatarella, ndr) – ricorda D’Ercole – Tutto il patrimonio di An non verrà perso. An sarà una parte sostanziosa del nuovo soggetto PdL che, è bene ricordarlo, non costituirà una FI allargata. E il nuovo PdL ne dovrà tenere conto”.
D’altra parte il centro destra che aveva in mente il leader di Cerignola era un partito inserito in un grande contenitore politico, l’area vasta di centro destra appunto, che aveva – negli allora giovani del partito – l’ultimo e più difficile scoglio da superare. ”Oggi si realizza quella idea – afferma D’Ercole – Questa è la nostra nuova famiglia nella quale tutti partiremo dallo stesso livello e con pari dignità”.

“Si è detto di un Berlusconi in lacrime quando vi fu lo scioglimento di Forza Italia – ha ricordato Emilio D’Amore, ex senatore del Msi e memoria storica della destra irpina – Spero che in questa nuova formazione An possa mantenere quella lealtà che ci ha sempre contraddistinto”. E ancora: “Auspico che questo non sia uno di quei matrimoni innaturali, preludio di distonia e divorzio. Certo è che quando si prende in sposa una donna ricca e dotata, si crea inevitabilmente una condizione di sottordine. Il PdL non sarà un ‘contenente’ dove masse eterogenee confluiranno ma sarà una formazione ideale al servizio del Paese”.
Sulla stessa linea di pensiero, Ettore Freda: “Siamo al compimento di un lungo processo iniziato nel 1995. Ora ci apprestiamo a viverne l’ultima tappa, sicuri di portare nel PdL i nostri sani ed incorruttibili valori”.
An si dice pronta a fornire il proprio contributo all’ammodernamento delle istituzioni e all’ulteriore consolidamento della democrazia in Italia, con il serio intento di ribaltare quei cattivi pensieri che – ormai diventati ‘dogmi’ per qualcuno – hanno sempre acuito il divario Nord-Sud. “Il PdL è sentito come ‘troppo settentrionale’ – ha precisato D’Amore – ma il vento del Nord è sempre stato tanto pernicioso quanto coinvolgente. Oggi compiamo il grande passo nella speranza di essere abili a far valere le ragioni del Mezzogiorno”.
Ed è riprendendo questo adagio che Giovanni D’Ercole conclude l’incontro: “Il Mezzogiorno deve essere una risorsa per il Paese. Non a caso il prossimo convegno di domenica va visto sotto una doppia lente: da un lato proporremo ‘la’ sfida per il rilancio dell’Irpinia; dall’altro An si porrà al centro del PdL come propulsore, come centralità nella quale verranno concretizzati gli ideali per il futuro della Provincia e del Paese”.
Domenica, anche in Irpinia, An passerà idealmente il testimone ad una nuova generazione che avrà il dovere di modernizzare il territorio: una buona notizia per il PdL. (di Antonio Pirolo)

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