La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni nei confronti dell’ex sindaco di Sirignano, ed attuale consigliere di minoranza, Antonio Napolitano. E’ l’epilogo di una vicenda giudiziaria durata 7 anni, che ha visto coinvolti altri 16 imputati (altri amministratori, un vigile urbano , tecnici e cittadini) per i quali è stata invece convalidata la condanna ad un anno e sei mesi. Non accolta la richiesta di prescrizione formulata dal procuratore generale. L’accusa principale era di truffa ai danni dello Stato. La storia inizia l’8 maggio del 2001, quando a soli 5 giorni dalle elezioni amministrative alle quali Napolitano, sindaco uscente – ricandidato come primo cittadino per la lista Castello – finì agli arresti domiciliari su ordinanza della Procura di Avellino. Le indagini condotte dagli inquirenti avevano accertato che alcuni cittadini erano riusciti ad ottenere finanziamenti dallo Stato come indennizzi per una alluvione che aveva danneggiato le loro case nel 1998. Una alluvione che, differentemente da quanto accaduto a Sarno e Quindici nello stesso anno, non era mai avvenuta. E infatti la vicenda da allora è stata ribattezzata “la falsa alluvione”. I magistrati scrissero nero su bianco nelle ordinanze che i cittadini beneficiari avevano attestato il falso, che alcuni tecnici avevano accertato falsi danni, che un vigile urbano aveva redatto falsi verbali e che tutto avveniva con il placet finale di Napolitano. Il sindaco condusse ugualmente la sua battaglia elettorale dai domiciliari, vincendo le elezioni. Il primo ed il secondo grado di giudizio hanno confermato le condanne (prima a tre anni, poi a due) ma eliminato l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni inizialmente prevista. Ora la Cassazione sigilla una storia dolorosa per la cittadina del baianese.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
