Artigianato e crisi dell’industria – La ricetta di Onofrio Catalano

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Avellino – La crisi della grande industria in Italia potrebbe paradossalmente rilanciare l’artigianato, le piccole e medie imprese. Ma c’è la necessità di nuovi e, stavolta, mirati investimenti. Lo afferma Onofrio Catalano, presidente regionale dell’Aira-Cna, che aggiunge: “La classe media, che per anni si è mantenuta su una ricchezza fittizia, sta lentamente scomparendo. Oggi il sistema dei finanziamenti e dei prestiti è collassato e chi prima viveva al di sopra delle proprie possibilità, oggi si ritrova malapena a sopravvivere”. Ma la crisi economica che sta investendo la società moderna spinge a ragionare sulla perdita di identità delle piccole associazioni industriali. “Una spinta di riforma potrebbe giungere proprio dal settore dell’artigianato – continua Catalano –. Ma c’è bisogno di una ri-formazione delle persone, dei soggetti e delle figure in gioco. Oggi la scuola professionale appare non più idonea. Meglio sarebbe se all’interno del piano regolare di studio, già nel corso della scuola secondaria vi fosse l’integrazione diretta col mondo del lavoro. Nelle officine di tutta Italia c’è necessità di operai specializzati”. Artigianato e strutture in Irpinia. “Si sono spese tante belle parole per gli insediamenti Pip ad Avellino ma di strutture atte ad ospitare centri di artigianato nemmeno l’ombra. Circa 60 miliardi delle vecchie lire sono stati stanziati dalla Regione ma, vuoi per una ragione, vuoi per un’altra, i fondi sono sempre stati dirottati verso altri lidi, verso altri obiettivi. Il risultato? Avellino è l’unica città capoluogo italiana dove piccole aziende artigianali sono ancora costrette a lavorare nel centro cittadino, nei box e nei quartieri residenziali; il tutto a discapito della sicurezza e dell’igiene”. Catalano in conclusione tira le somme: “Credo che il rilancio dell’economia possa passare anche dallo sviluppo dell’artigianato che rappresenta circa il 93 per cento della forza imprenditoriale nazionale. Un tentativo va fatto investendo soprattutto a livello infrastrutturale e con un occhio di riguardo alla formazione professionale, incentivando seri corsi di formazione”.

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