Provincia – Bilancio 2009: ancora nulla di fatto. Input di D’Addesa

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Avellino – L’Amministrazione provinciale di Avellino, retta dal Commissario Straordinario Madonna, ancora non ha approvato il Bilancio di Previsione per l’anno 2009.
Una mancanza ritenuta “abbastanza strana” considerato che negli ultimi due anni il Consiglio Provinciale aveva provveduto a varare l’importante manovra finanziaria nel mese di dicembre dell’anno precedente a quello di competenza.
La situazione viene evidenziata dall’ex Presidente del Consiglio Provinciale di Avellino Erminio D’Addesa.
Ovviamente – ha spiegato – non si conoscono i motivi di questo ritardo considerato che il Bilancio da varare dovrebbe essere ‘tecnico’ e che l’organo deliberante è monocratico ma ciò evidenzia che non sempre i politici, nella fattispecie il disciolto Consiglio Provinciale di Avellino, non fanno il proprio dovere all’interno delle istituzioni.
Negli anni precedenti il Consiglio Provinciale e le competenti Commissioni Consiliari hanno fatto un buon lavoro al fine di dotare la Giunta Provinciale e quindi l’Ente dello strumento necessario per operare negli interessi del territorio irpino.
Purtroppo bisogna rimarcare le responsabilità di chi ha voluto privare l’Irpinia della guida politica in un momento molto difficile per il territorio provinciale a seguito dell’emergenza ambientale, economica, occupazionale e sociale che l’attanaglia.
Il centrodestra ed i demitiani, responsabili della caduta dell’Amministrazione De Simone, sono talmente affaccendati alla formazione delle liste per la prossima campagna elettorale che probabilmente ignorano il modo di procedere dell’ Ente Provincia sulla questione Bilancio.
Dalla mancata approvazione del Bilancio di Previsione dell’Amministrazione Provinciale di Avellino, in regime di commissariamento, emerge una rivalutazione del profilo politico dell’istituzione Provincia e della relativa classe politica, espressione dei territori. Quindi la campagna demagogica e populistica per l’abolizione di questo ente, mirante alla riduzione di quelli che approssimativamente vengono definiti costi della politica, non trova alcun credito e fondamento anche rispetto agli enormi costi dei parlamentari nazionali e regionali”.

Per il 30 gennaio 2009, su proposta del Consiglio direttivo dell’Unione Province Italiane, è prevista la convocazione di tutti i Consigli Provinciali d’Italia per approvare un ordine del giorno unico al fine di sollecitare, tra l’altro, il Governo ed il Parlamento a deliberare un riordino istituzionale che consenta di semplificare la pubblica amministrazione, individuando le funzioni fondamentali di Comuni e Province, ridefinendo chiaramente il ruolo delle Province nelle funzioni di governo del territorio, di programmazione e di pianificazione territoriale e su quei compiti che non possono essere svolti adeguatamente a livello comunale e che siano ricondotti in modo organico in capo alle Province medesime.
“In pari data – ha concluso D’Addesa – è opportuno da parte del Commissario Straordinario l’adozione, con i poteri del Consiglio di cui è titolare, di un atto monocratico che comprenda le proposte fatte dall’Unione Province d’Italia. Non è molto ma è meglio di niente”.

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