Napoli – Pubblichiamo l’intervento di questo pomeriggio dell’Assessore Regionale alla Sanità Angelo Montemarano sulla rimodulazione del piano ospedaliero campano nell’ambito del Consiglio Regionale convocato sull’argomento della Sanità in Campania: “Onorevoli consiglieri, sono certo che a nessuno di voi sfugga che siamo giunti ad un punto cruciale, un punto che sta determinando una svolta decisiva anche per il futuro del sistema deputato a garantire la salute dei cittadini campani. Si tratta ora di percorre l’ultimo tratto di strada nella condivisione, avendo ben chiaro gli obiettivi strategici che intendiamo perseguire per migliorare sempre di più la nostra sanità.
Tutto è perfettibile ma non si può dimenticare da dove siamo partiti ed i grandissimi passi in avanti che abbiamo già fatto.
Vado adesso a tracciare una sintesi, mi auguro utile, del non facile percorso di riforma avviato.
Un iter avviato con la deliberazione con la deliberazione numero 460 del 23 marzo 2007 attraverso la quale la Giunta Regionale della Campania ha approvato l’accordo – sottoscritto tra il Presidente della Regione Campania ed i Ministri della Salute, dell’Economia e delle Finanze – stipulato ai sensi dell’articolo 1, comma 180, della legge numero 311 del 2004. Una delibera, la 460, comprensiva dell’allegato Piano triennale per rientrare dal disavanzo e del concordato processo di riqualificazione e razionalizzazione del Servizio Sanitario della Campania.
Il Piano di rientro nasce dall’esigenza di promuovere la modifica dell’organizzazione quali-quantitativa del Servizio Sanitario regionale per raggiungere l’obiettivo di contribuire all’equilibrio economico-finanziario ma, al tempo stesso, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza. Esso ha previsto, tra gli altri interventi progettuali, misure idonee per la ristrutturazione e riqualificazione della rete ospedaliera campana.
I determinanti fondamentali dell’intervento di riorganizzazione richiesto dal Piano di rientro si sostanziano, in effetti in due capitoli complementari:
a) ristrutturazione della rete dell’emergenza nel senso di un superamento dei pronto soccorsi attivi (PSA) e la contestuale riclassificazione dei presidi ospedalieri da inserire nella rete dell’emergenza secondo le indicazioni contenute nel capitolo 4.2.3 dell’allegato al Piano regionale ospedaliero;
b) riconversione o dismissione dei presidi ospedalieri ovvero il cambiamento e l’indicazione di compiti finalizzati al raggiungimento di una effettiva produttività, riallocando le risorse in funzioni ospedaliere carenti o in quelle territoriali.
Il Piano di rientro, inoltre, dando atto che il processo di riqualificazione, riorganizzazione e riconversione determinerà un impatto progressivo anche di tipo economico nel senso di una razionalizzazione delle risorse ha individuato, comunque, un significativo obiettivo di risparmio riconducibile ai principi programmatici innanzi esposti valutando uno spostamento di 1000 posti letto di acuti in RSA e la trasformazione di 900 posti letto di acuti i posti letto di riabilitazione e lungodegenza.
Lo stesso provvedimento prevede importanti interventi di razionalizzazione volti a rendere più efficace l’azione amministrativa e, complessivamente, l’attività di coordinamento sul territorio. Da qui scaturisce la nostra proposta di riduzione del numero delle Aziende sanitarie locali e quella del numero dei distretti sanitari. Analogo il discorso sull’accreditamento istituzionale-che riceve dall’atto deliberativo nuovo propellente per velocizzare l’iter burocratico.
In attuazione delle prescrizioni del Piano di rientro e delle procedure ivi previste, la Giunta Regionale della Campania con deliberazioni numero 1853, del 18 ottobre 2007, e numero 1900, del 31 ottobre 2007, ha approvato le schede specifiche per ciascuna struttura ospedaliera.
Le schede contengono i dati e gli indicatori e, coniugando i vincoli specifici imposti dal Piano di rientro con quelli derivanti dal Piano regionale ospedaliero (così come peraltro specificamente previsto dallo stesso Piano di rientro) ha fornito ai direttori generali delle ASL e delle AO, le indicazioni cui attenersi per l’elaborazione dei piani aziendali di riorganizzazione.
I direttori generali delle Aziende sanitarie hanno provveduto alla stesura dei piani aziendali che sono stati discussi in seno agli organismi di cui all’articolo 2 della citata legge regionale numero 24 del 2006 (Coordinamenti Tecnici Provinciali) territorialmente competenti.
Bisogna onestamente riconoscere che, in molti casi, le proposte dei direttori generali, favorevolmente accolte da Comitati tecnici, non sono risultate conciliabili con i vincoli previsti dal Piano di rientro dal disavanzo. Esso, infatti, impone scelte tali da non consentire l’espansione dei posti letto e di funzioni della rete ospedaliera campana così come disegnata dai piani aziendali, anche se essi risultavano rispettosi degli standard previsti dal Piano regionale ospedaliero. Un Piano che, però, il Governo centrale non ha approvato chiedendo provvedimenti più strettamente rispondenti ai dettami fissati nel Piano di rientro.
Con il successivo provvedimento di Giunta, pertanto, è stata proposta la nuova configurazione della rete ospedaliera, che ha recepito, per quanto compatibili, i piani aziendali; nel rispetto, tuttavia, dei precisi vincoli programmatici imposti dal Piano di rientro.(Segue)
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