Da Basketnet: Hruby scrive sul ‘caso’ Boniciolli

0
192

Da www.basketnet.it – Il contratto firmato da Matteo Boniciolli con la Scandone Avellino nel dicembre del 2007 con una estensione biennale (stagione 2008-09 e 2009-10) poi interrotto unilateralmente lo scorso 28 maggio, è un precedente molto pericoloso per tutti i club sia a livello professionistico che dilettantistico.
Prendiamo ad esempio il rapporto tra Renato Pasquali (che ha lasciato il posto da qualche giorno proprio a Matteo Boniciolli) e la Virtus Bologna (il club che ha ingaggiato proprio l’ex coach di Avellino).
La Virtus dovrà pagare Renato Pasquali che aveva un contratto fino al 30 giugno 2009? La risposta è ”si!”.
Esattamente come, per esempio, Udine che ha transato quest’estate con Cesare Pancotto, si dice intorno al 65%. Un allenatore, quando viene licenziato, chiede il rispetto del contratto e quindi, in parole semplici, chiede che gli vengano pagati tutti i soldi previsti.
Al contrario Matteo Boniciolli è uscito da un contratto, tra l’altro firmato solo qualche mese prima, senza pagare nemmeno un euro, almeno fino ad oggi.
Tutto questo è un precedente molto pericoloso per i club che, da una parte devono garantire in qualsiasi caso gli impegni economici presi e dall’altra si possono ritrovare senza allenatore in un solo secondo senza peraltro poter fare nulla.
Il risultato di tutto questo? E’ scontato. In futuro i club tenderanno a non firmare accordi pluriennali con gli allenatori (che quindi rischieranno ancora di più di quanto rischiano oggi) oppure aggiungeranno nel contratto una nuova clausola con una fortissima penale in caso di recesso da parte del coach per qualsiasi motivo, inclusi quelli di carattere famigliare.
Un bel danno per l’intera categoria che pare sia sul punto di prendere attraverso l’USAP qualche iniziativa.
Non basta. Pare anche che alcuni dirigenti (ma anche diversi allenatori…) stiano per sollevare un nuovo problema riguardante il contratto tra Matteo Boniciolli e Trieste (serie B dilettanti). Il nuovo allenatore della Virtus in estate, infatti, aveva siglato un ricchissimo triennale con la prima società della sua città con l’incarico di consulente operativo. Di fatto, però, il suo lavoro era quello tipico di un General Manager (trattative con agenti, giocatori, TV, ecc. ecc.).
Questo accordo, pare, resterà valido malgrado il nuovo contratto biennale firmato con la Virtus Bologna. Tutto questo va contro le regole che ad esempio non consentono ad un allenatore di firmare un contratto durante la medesima stagione con due società diverse. E qui tra l’altro non si tratta di una sola stagione ma addirittura di almeno 2 (2008-09 e 2009-10).
In questo caso, alcuni sostengono, che Matteo Boniciolli stia togliendo un posto di lavoro (tra l’altro molto ben compensato economicamente e per 3 anni) ad un dirigente disoccupato e naturalmente, anche in questo caso, il precedente diventa molto pericoloso.
Senza contare poi l’entità dell’impegno con la Virtus, che tra poco sarà impegnata anche in EuroCup oltre che nel campionato e nelle Final 8 di Coppa Italia (che disputerà in qualsiasi caso come società ospitante) e che lascerà ben poco tempo da dedicare a ruoli da consulenti anche a livello dilettantistico.
Comunque il rapporto tra Matteo Boniciolli e la categoria dei dirigenti si era già profondamente incrinato dopo le dichiarazioni post vittoria in Coppa Italia, che in parole semplici dicevano: “In futuro, avendo dimostrato con Avellino, dove faccio anche il GM che non servono i dirigenti, mi imporrò per non avere più ‘intermediari’ tra il mio ruolo e la proprietà del club”. Una dichiarazione molto forte che non è piaciuta a tantissimi manager italiani.
Ma non basta ancora. Negli ultimi giorni pare che anche più di qualche agente italiano abbia sollevato un nuovo problema riguardo il contratto firmato dal coach triestino con la Virtus: sembrerebbe infatti che l’attuale agente sia il serbo Misko Raznatovic, dopo che in estate Boniciolli aveva interrotto il rapporto con Virginio Bernardi (bravissimo solo 2 anni prima a trovare l’ingaggio biennale ad Avellino dopo la deludente esperienza a Teramo con mancata riconferma). La domanda che molti agenti si fanno è la seguente: “Ma perché un allenatore italiano può firmare con un club italiano con un agente straniero quando questo non è possibile nemmeno con i giocatori stranieri?” E anche qui è difficile non condividere… DI GIANPIERO HRUBY
da: www.basketnet.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here