Gli studenti avellinesi ‘bocciano’ la riforma Gelmini

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Migliaia di studentesse e studenti hanno manifestato in oltre 80 città contro i provvedimenti su scuola, università e ricerca adottati dalla ministra Gelmini e dal governo Berlusconi. Grande successo della mobilitazione anche per le strade di Avellino. “Ora il Senato faccia mancare la fiducia al Governo. Non abbiamo nessuna intenzione di fermare le nostre proteste”. Determinata la posizione degli studenti irpini che oggi hanno attraversato la città contro le nuove decisioni in merito all’istruzione pubblica. “Non è che la prima tappa, insieme alla manifestazione di domani, sabato 11, a Roma, verso lo sciopero generale e generalizzato della conoscenza promosso dai sindacati il 30 ottobre. Talloneremo il governo, che procede a tappe forzate verso l’approvazione della controriforma dell’istruzione, prevista per il 31 ottobre”. – racconta Lorenzo Santor dei Giovani Comunisti. “La Gelmini è infatti prestanome di un progetto volto a smantellare il sistema pubblico attraverso tagli disastrosi ai finanziamenti, obbligando alla trasformazione degli istituti in fondazioni di diritto privato, perciò sottoposte al ricatto e gli interessi particolari dei partner privati e sottratti a ogni forma di gestione democratica. E’ un’idea di scuola di sapore arcaico e autoritario: che restaura la figura obsoleta della maestra unica alle elementari, che ripristina la minaccia del voto di condotta nei licei, che assume il volto severo della repressione attraverso la conferma dell’ esame di riparazione ma senza finanziare i corsi e i piani di recupero. E’ una scuola che abolisce l’obbligo di istruzione a 16 anni e che separa destini e aspirazioni dei giovani fin dai primi anni, operando una selezione economica e dunque sociale e culturale attraverso scelte obbligate e irreversibili tra licei e istituti tecnici, università d’eccellenza e lauree triennali”. “Occorre che le giovani generazioni e il mondo dell’istruzione – osserva Francesco Melillo di Rosso Fisso – riconquistino protagonismo, autonomia, diritto di parola per affermare un’idea del sapere accessibile, libera, critica, indipendente dai vincoli e gli interessi del profitto. Siamo pronti a un autunno di lotta e opposizione ai progetti reazionari del governo per investirli con un’ondata di partecipazione e una pioggia di fischi di protesta”.

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