Comune-Scandone: l’ora della maturità. Appello per gli abbonamenti

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Quanto accaduto ieri sera nelle aule del Consiglio comunale è stato senza dubbio riprovevole ed increscioso. La tensione, l’ansia, il tifo, la paura, giocano brutti scherzi. Ma la massima assise cittadina in quel momento, rappresentando l’intera città di Avellino non può né deve essere considerata la pubblica piazza nella quale condannare i colpevoli. E tantomeno il sindaco non può essere preso come capro espiatorio di una situazione che affonda le sue radici, politiche e non solo, in tempi remoti. Ma quello che è emerso con maggiore chiarezza in queste ore di tensione è il forte attaccamento di una provincia intera ad una realtà che trascende lo sport per diventare patrimonio di tutti. Per alcuni momenti si è corso il concreto rischio di veder frantumato in briciole un castello meraviglioso, fatto di sogni e successi. Un castello che non appartiene solo ed esclusivamente a Vincenzo Ercolino, come lui spesso ha sottolinato, ma che è stato costruito, oltre che grazie agli imponenti e per certi versi ‘folli’ sacrifici del costruttore di Mercogliano, anche grazie all’appoggio della gente e alla piena disponibilità del Comune, che oltre un anno fa accolse il nuovo progetto Scandone e che, convinto dalla serietà e della bontà di quanto messo in piedi, ha firmato una convenzione impegnativa che legherà inesorabilmente per 11 anni le due parti. Questo è stato possibile vista la professionalità e la correttezza che la ditta Ercolino ha mostrato nella conduzione e nella esecuzione dei lavori (completi al 90% in tempo di record e, va ribadito, senza alcuna irregolarità di tipo amministrativo e legale), di cui il Comune non ha potuto fare altro che prenderne atto. Ora il Comune, che ha giustamente tutto il dovere di tutelarsi e prendere tempo (compatibilmente però con le esigenze di chi per questo progetto ha messo di tasca propria milioni di euro), attenderà le verifiche del dirigente incaricato e con tutta probabilità già nella prossima seduta di Consiglio. L’amarezza e lo sconforto della classe politica si accompagna a quello della cittadinanza tutta, non solo dei tifosi e degli appassionati, che chiedono alla classe dirigente coesione e senso comune per regalare ad Avellino la possibilità di essere insieme ad altre venti città europee (Atene ha tre squadre ed è una delle grandi capitali, insieme a Mosca, Madrid, Roma e tante altre metropoli ricchissime e popolose) nell’elite del mondo sportivo. Un lustro e un prestigio che la città non può permettersi di perdere. “Pensiamo solo ai vantaggi che questo evento porterebbe agli albergatori, ai ristoratori, ai negozianti” ha sottolineato Luigi Ercolino. Ma un sacrificio è richiesto a gran voce anche da Vincenzo, accompagnato dal sindaco Pino Galasso, uniti nell’appello. “La squadra che abbiamo quest’anno è almeno 2 volte più forte rispetto a quella dello scorso anno – ha dichiarato Ercolino per questo invito tutti a fare l’abbonamento. L’anno scorso sono state sottoscritte 1200 tessere, ora siamo a 1190 ma me ne aspetto molte di più”. A proseguire è il sindaco: “E’ un dato che mi sorprende, dopo quanto di buono fatto vedere l’anno scorso e tutti gli sforzi fatti, credo sia lecito aspettarsi più abbonati rispetto alla passata stagione. Il Comune – ha concluso – è vicino alla squadra e noi siamo i suoi primi tifosi”. L’indecisione degli abbonati è dettata in gran parte dai dubbi delle ultime settimane legati al “Del Mauro”, ma tutti possono stare sereni: i lavori procedono di gran lena e non sono previsti intoppi. L’augurio è che ora il percorso sino all’inizio del campionato sia libero da ostacoli, favorendo “la proliferazione di uno sport che è un grande aggregatore sociale e che come nessun altro consente a famiglie e cittadini di godere in tranquillità di uno spettacolo bello ed edificante” come ha sottolineato Pino Galasso. (gm)

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