Chianciano – “Noi dell’Unione di Centro faremo la battaglia per introdurre la preferenza nel nostro sistema elettorale e concordo con l’onorevole Massimo D’Alema, che ha a riferimento il sistema tedesco, perché questo esige la rinascita delle forze politiche nella loro identità”. Così l’on. Ciriaco De Mita, ospite alla festa nazionale dell’Udc, in corso a Chianciano Terme, ha parlato di possibili riforme in un paese normale, offrendo alla platea un possibile scenario futuro, che, evidentemente, non può prescindere dalla storia. “La democrazia – ha spiegato – si fonda sulle convenzioni, ma non è la verità assoluta ed il dialogo non avviene se uno propone e l’altro dice si”. Insomma, occorre discutere intorno ad idee e programmi da mettere insieme per realizzare quelle coalizioni che sono forti in base alla legittimazione e non ai numeri. Il capogruppo Pdl alla Camera dei deputati, Fabrizio Cicchitto, ha aperto all’Udc sulle riforme, limitatamente a quella della giustizia, perché sulla questione elettorale le distanze restano incolmabili: il centrodestra intende trasferire il meccanismo nazionale anche alle elezioni europee, introducendo lo sbarramento al 5 per cento e su questo ha incassato la contestazione giunta molto rumorosa dalla platea, che ha accolto con ovazioni tutti quelli che hanno parlato della necessaria re-introduzione della preferenza. Giuseppe Fioroni, componente della quarta Commissione difesa della Camera, ha riconosciuto che la politica non ha mai realizzato il vero rinnovamento delle istituzioni, perché la legge, da strumento è sempre diventata il fine per modificare le istituzioni. E sulla necessità che la riforma sia di principio e non una risposta alle convenienza ha parlato anche Massimo D’Alema, che ha evidenziato come l’ alternanza tra le coalizioni che si contendono il governo del paese dimostra che il bipolarismo non funziona. La platea Udc di Chianciano ha accolto l’ex segretario dei Ds Massimo D’Alema che, nel dibattito su riforme e legge elettorale, ha fatto capire chiaramente da che parte sta. L’ex premier risponde: quella sulle preferenze, dice, «è una battaglia di democrazia. chi ci crede deve farla». C’è un presidenzialismo di fatto, che è estraneo alla nostra storia democratica. Sono intervenuti, inoltre, Michele Vietti, presidente vicario UDC della Camera dei deputati, Piero Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte Costituzionale e Ferdinando Adornato, presidente Fondazione Liberal. In una gigantesca tendostruttura attrezzata nel parco Fucoli, molti i rappresentanti provenienti dall’Irpinia: da Giuseppe De Mita a Pino Rosato, Palerio Abate, Nicola Di Iorio, Luciano Leone, Pietro Foglia, Gaetano Sicuranza, Giuseppe Del Giudice e numerosi altri amministratori locali.
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