Provincia, Petruzziello: “Si rischiano dieci mesi di paralisi”

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Avellino – La crisi aperta all’Ente Provincia, con la sfiducia della Presidente Alberta De Simone ed il conseguente commissariamento dell’ente, inducono la Cgil ad una considerazione, relativamente alle possibili ripercussioni che si avranno in Irpinia, per quanto concerne l’attuazione dei progetti volti ad assicurare l’arrivo dei finanziamenti europei e regionali, nonché per la programmazione delle politiche per lo sviluppo ed il rilancio dell’economia e dell’occupazione. Nella speranza che il commissario prefettizio, nello svolgimento delle funzioni che gli sono proprie, non tralasci del tutto l’ambito amministrativo ed il ruolo di raccordo e programmazione dell’ente provincia e si attivi affinché, nei prossimi mesi, la crisi politica non abbia effetti deleteri anche nell’ambito amministrativo, la Cgil non nasconde le preoccupazioni per lo stato di incertezza che si determinerà fino al rinnovo del consiglio provinciale. “Già in presenza di una giunta provinciale con pieni poteri – afferma il segretario Vincenzo Petruzziello – il sindacato e i rappresentanti degli imprenditori aveva di frequente sollecitato l’azione volta ad incrementare l’attività di programmazione dell’ente di Palazzo Caracciolo. I dubbi, a questo punto, diventano certezze e si rischia di assistere a dieci mesi di totale inattività nell’ambito delle politiche di programmazione, di sviluppo economico e di rilancio dell’occupazione. Ora, più di prima, sarà compito e missione del sindacato e dei rappresentati del tessuto produttivo locale, come già fatto in passato, esprimere idee e indirizzi, suggerire progetti e linee guida, affinché al tavolo di concertazione, si possano individuare le strade da percorre al fine di colmare il vuoto amministrativo creato alla Provincia di Avellino. Un appello – continua Petruzziello – va lanciato ai rappresentanti politici, affinché, abbandonate le polemiche e i facili entusiasmi, diano un segnale di responsabilità all’intera provincia, facendosi carico delle istanze del territorio, in un momento di grave crisi dell’Irpinia. Allarme occupazione, stagnazione dei consumi, emergenza rifiuti, lotta alla criminalità, sviluppo delle infrastrutture materiali ed immateriali, rilancio dell’economia a partire dal settore industriale con particolare riguardo alle filiere ed ai comparti – sono i punti che la Cgil – pone all’ordine del giorno dei prossimi mesi dell’agenda politica dell’intera provincia, senza attendere il responso delle urne.

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