Rifiuti – Cdr, discarica a Pustarza ed oggi la Irm: l’Irpinia non si sorprende più perchè in materia di rifiuti ci si aspetta ormai di tutto. A tal proposito è intervenuto, attraverso una nota, il presidente del Consiglio provinciale Erminio D’Addesa: “L’Irpinia è ormai diventata una immensa pattumiera per raccogliere i rifiuti di Napoli e delle zone costiere. Il territorio irpino, oltremodo militarizzato per garantire il trasporto ed il conferimento dei rifiuti napoletani, sta subendo in maniera massiccia l’attacco che è stato posto in essere dai Governi centrale e regionale per affrontare l’eterna emergenza rifiuti. L’Autostrada Napoli-Bari è diventata ormai ‘la via della monnezza’, infatti sul tratto autostradale campano fino a Candela (FG) si vedono transitare miriadi di camions carichi di rifiuti che vanno verso la discarica di Pustarza a Savignano Irpino. La programmata trasformazione dell’Irm di Manocalzati in stazione di trasferenza per i rifiuti del Cosmari Av1 dà vita ad un altro immondezzaio nell’area di Pianodardine, già utilizzata come sito di stoccaggio di balle. Senza contare che è in funzione, a pieno regime, l’area di trasferenza di Flumeri in Valle Ufita gestita dal Cosmari 2. Inoltre dall’apertura della discarica regionale di Pustarza l’area di servizio di Mirabella Eclano sud sulla NA-BA, in direzione Grottaminarda, viene utilizzata quale sito di concentramento dei camions , carichi di rifiuti, provenienti dal napoletano che poi scortati dalle forze dell’ordine si dirigono verso il sito di Savignano Irpino. Ovviamente è opportuno verificare le condizioni igienico-sanitarie dell’area di servizio e quali eventuali danni può provocare ai viaggiatori ed agli operatori la sosta in quell’area di camions carichi di rifiuti. Resta sempre in piedi la sciagurata ipotesi di apertura di una megadiscarica sul Formicoso così come previsto dal decreto legge del Governo Berlusconi.
Ormai questo territorio provinciale è al collasso per le decisioni prese congiuntamente dal Governo nazionale con quello regionale. La trasformazione dell’Irpinia in un immenso immondezzaio per i rifiuti di Napoli è sempre più fondato perché nell’area napoletana non partirà mai la raccolta differenziata né saranno costruiti termovalorizzatori. La Provincia di Avellino, quella di Benevento e Salerno, che si apprestano a subire il conferimento dei rifiuti napoletani rispettivamente nelle discariche regionali di Sant’Arcangelo Trimonte e di Serre, possono salvarsi soltanto se insieme danno vita ad un’altra Regione.
La creazione di una Regione irpino-sannita-salernitana, costituisce anche e sopratutto ‘una legittima difesa’ contro l’attacco che ci viene portato dall’area napoletana e casertana per l’emergenza rifiuti”.
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