Csm – Superprocura e rifiuti: le precisazioni di Mancino

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Il Csm non ha bocciato la ‘superprocura’ di Napoli, nè si è espresso sul decreto relativo all’emergenza rifiuti perchè non rientra tra le sue competenze. Piuttosto ha fornito al Ministro della Giustizia il suo contributo sul provvedimento, sollevando le proprie perplessità e avanzando proposte. La precisazione è stata effettuata dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, che ha precisato agli organi di stampa di essere stati fuorvianti rispetto alla posizione assunta dalla Magistratura in merito al decreto legge recante misure straordinarie per l’emergenza rifiuti in Campania. “Il Csm – ha spiegato Mancino – non ha detto no alla Superprocura, ma, suggerendo l’opportunità di utilizzare anche la Procura di Salerno, altro distretto di Corte di Appello della Campania, ha indicato al Ministro il modo migliore per distribuire sul territorio le indagini e per cogliere l’obiettivo del superamento dell’emergenza che il governo intende raggiungere con il decreto. Del resto, ad alcuni titoli dei giornali, semplificatori e in qualche caso erroneamente negativi sulle conclusioni raggiunte dal Csm, non sempre corrisponde il contenuto delle interpretazioni sottostanti. Tanto premesso, ritengo di dovere fare una precisazione tesa ad evitare il rischio di disinformazione. Chi legge ha diritto di sapere che il Csm, come gli compete, attraverso il parere espresso a larghissima maggioranza, ha dato suggerimenti e avanzato critiche sulle procedure e sul merito di alcuni interventi per migliorarli. Non era, del resto, suo compito dire sì o no al decreto. Avere suggerito, ad esempio, di restringere la materia ambientale ai soli casi strettamente collegati alla questione rifiuti – spiega Mancino – rientra fra quei pareri, critici ma propositivi, come del resto prevede l’art. 10 della Legge 24 marzo 1958 n. 195 sul funzionamento del Csm. Più esplicitamente, il Csm non deve dire sì o no ai disegni di legge del governo, perché ciò non gli compete, ma, come del resto recita la legge, ‘dà pareri al Ministro della Giustizia, sui disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario, l’amministrazione della giustizia e su ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie”.

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