Atripalda e il suo… crepuscolo: parla Luigi Caputo

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“Atripalda: ovvero quando il tempo sembra davvero essersi fermato”. E’ questa la sensazione che Luigi Caputo, esponente del Prc Campania, “avverte nel venire a conoscenza di certe dichiarazioni”. “Prendiamo ad esempio – spiega in una nota – una recente intervista del sindaco Laurenzano, in cui descrive le realizzazioni dell’amministrazione da lui guidata: ‘l’istituzione del servizio di protezione civile, la costituzione del comitato di quartiere di contrada Alvanite, la presentazione in giunta del piano traffico, la ristrutturazione dell’ex scuola elementare di S. Pasquale, l’inizio della discussione sul PUC’. Ebbene, fatta eccezione per l’ultimo punto dell’elenco si tratta di temi assai risalenti nel tempo. Per il servizio di protezione civile non si può a rigore parlare di istituzione, essendo già stato istituito nell’ormai lontano 1999: pertanto o si deve dar conto delle ragioni del suo azzeramento, che oggi rende necessaria la ricostituzione, oppure si sta compiendo una mistificazione; il piano traffico risale anch’esso al decennio scorso, quando fu conferito l’incarico per la sua elaborazione all’ing. Perrotta (attuale assessore nello stesso settore del Comune di Avellino) salvo poi smarrirsi – sia lo strumento di programmazione che il suo autore – in…romantiche nebbie; il comitato di quartiere è leggermente più recente, essendo stato istituto nel 2001, in occasione dell’approvazione del nuovo Statuto comunale, per poi essere ‘condannato’ a un’esistenza puramente virtuale che ci si augura possa tramutarsi in reale il prossimo 18 maggio, data prevista per l’elezione dell’organismo. Discorso a parte meriterebbe poi la scuola elementare di rampa S. Pasquale, in quanto ricomprende un duplice aspetto: da un lato, l’edificio in sé, già oggetto di un oneroso (circa 100 milioni delle vecchie lire) intervento di recupero ed adibito, a partire dal 1998, a sede del centro per il piano per l’infanzia e l’adolescenza, quindi abbandonato a se stesso con il conseguente degrado che ha reso necessario un nuovo intervento di ripristino; dall’altro, la sua eventuale utilizzazione futura, un centro sociale giovanile, autentico tormentone delle ultime tre amministrazioni e oggetto delle speranze di tanti giovani. In conclusione, dato atto che non tutti i ritardi e non tutte le inadempienze sono addebitabili all’attuale compagine amministrativa, la quale si sta tuttavia muovendo lunga su una linea di sostanziale continuità con un passato non certo glorioso, è difficile tuttavia rimuovere la sensazione di trovarsi al cospetto di una città bloccata e in declino, anche a causa di conduzioni politico-amministrative collocate sempre un passo indietro rispetto a quello che le esigenze attuali richiederebbero e perciò costrette a una continua rincorsa per recuperare il tempo perduto e assicurare almeno l’ordinario. L’individuazione dell’entità e della qualità di questo scarto è affidata all’esercizio critico dei singoli cittadini. Ci auguriamo che il lento crepuscolo della città del Sabato possa trovare uno spiraglio di luce”.

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