Mastella non si candida: “Rinuncio, sconfitto”. E Casini lo difende

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L’indomito Clemente Mastella fa un passo indietro. Dopo aver assicurato liste dell’Udeur in tutta Italia oggi torna sui suoi passi e dà il suo addio alla politica capitolina. “Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi – ha spiegato il segretario dei Popolari Udeur – Sconfitto per una costante e manipolata disiformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente”. Queste le ragioni per cui Mastella ritiene di esser “diventato una sorta di uomo nero di cui liberarsi e su cui scaricare le responsabilità del sistema politico. Ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza. Ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano per le prossime elezioni politiche. Spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta. A questo punto confesso che un pò di amarezza in tutto questo c’è e non mi arrendo. Se, e qualora ci saranno condizioni diverse magari tornerò. Il mio è un arrivederci”.
Certo la scelta di ‘gettare la spugna’ per “evitare di farsi massacrare sul ring delle elezioni” sorprende. In favore dell’ex Guardasigilli, arriva la difesa di Pierferdinando Casini: “Fa schifo chi ha abbandonato Mastella dopo aver utilizzato i suoi servigi. Bisognerebbe avere più rispetto per le persone. Chi ritiene che Mastella sia la causa di tutti i guai del Paese non doveva firmargli dei fogli che gli garantivano la presenza in Parlamento di diversi parlamentari”.

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