Avellino – Parte dal protocollo d’intesa firmato lo scorso luglio il progetto operativo che vedrà nei prossimi mesi la riconversione dell’ospedale ‘San Giacomo’ di Monteforte Irpino. Un documento programmatico siglato dall’Asl Av2 e dall’azienda ospedaliera ‘Moscati’ con la Regione Campania, che getta le basi per il rilancio della struttura sanitaria. Di questo e non solo si è discusso questa mattina nel corso della conferenza stampa tenuta presso la sede amministrativa ‘Costantino Mazzeo’ della Città Ospedaliera. E la prima diretta conseguenza dell’incontro, alla presenza di Giuseppe Rosato e di Roberto Landolfi (rispettivamente direttori generali del ‘Moscati’ e dell’Asl Av2) è stata sicuramente questa. La chiarezza, finalmente ritrovata, su una questione per la quale non sono mancate polemiche e prese di posizione nel corso degli ultimi tempi. “L’obiettivo di fondo – ha spiegato Rosato – resta sempre quello di garantire una risposta qualificata sui servizi sanitari. Ecco perché è fondamentale una gestione unitaria della salute che sia in grado di assistere il cittadino nel posto giusto e al momento giusto. In altri termini: un’umanizzazione della medicina”. Accentramento dei servizi sanitari quindi, il concetto sul quale si fonderà tutta l’operazione di rincoversione del ‘San Giacomo’. “Mantenere lo status quo – ha infatti precisato il direttore del ‘Moscati’ – sarebbe stato un grave errore, proprio ora che la Città Ospedaliera sta accorpando i vari reparti delle strutture mediche territoriali, rispondendo alle esigenze di centralità dettate proprio dai nuovi trend in materia sanitaria. L’utente deve sapere con certezza a chi rivolgersi, soprattutto per le emergenze, e la dispersione di strutture sul territorio non può soddisfare questa fondamentale esigenza”. Ecco quindi illustrate le ragioni per le quali la struttura di Monteforte non manterrà la vocazione alla degenza. “Il ‘San Giacomo’ – ha evidenziato Landolfi – dovrà diventare un presidio sanitario locale. E questo per valorizzare e rivitalizzare la struttura. Stiamo compiendo il massimo sforzo in questo senso, anche grazie alla sensibilità della Regione mostrata nella firma del protocollo, e alla sinergia sempre più solida con i sindaci ed i medici di famiglia dell’ambito territoriale”. E proprio parlando di sindaci, non è mancato il riferimento a Salvatore Alaia, primo cittadino di Sperone, in prima linea nella battaglia a difesa dell’ospedale. “Sono personalmente soddisfatto – ha dichiarato Landolfi – dell’incontro avuto con Alaia. Un faccia a faccia nel quale credo sia emerso il nostro impegno verso il ‘San Giacomo’, chiaramente testimoniato dai fatti, e soprattutto la necessità di intervenire con una trasformazione funzionale”.
Intanto proseguono le operazioni di ‘trasloco’ a Monteforte. Tra i reparti trasferiti recentemente: ottica, passato alla Città Ospedaliera, e neurologia, trasferito proprio in queste ore al ’Moscati’ di viale Italia. Da fine gennaio i locali saranno a disposizione dell’Asl ed inizieranno i lavori di ristrutturazione. “Non è facile stabilire con certezza i tempi di completamento del presidio – ha avvertito Landolfi in tal senso – Le attività andranno in funzione per step graduali, ma alla fine avremo in Irpinia un polo per la medicina di base che rappresenta una vera e propria innovazione per tutto il meridione”. Il progetto dovrebbe articolarsi su tre campi: ambulatoriale (12 totali, a regime), laboratori d’analisi, radiologia. Si partirà con ginecologia ed endocrinologia, passando per il dipartimento di prevenzione ed il polo vaccinale, mentre probabilmente è da febbraio che il nuovo plesso entrerà in funzione. (di Eddy Tarantino)
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