La Solsonica Rieti tarpa le ali dell’Air. 75 a 83 per gli ospiti

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La corsa della Scandone si ferma contro la Rieti di Lino Lardo. Una partita attenta, accorta e ben preparata quella dei laziali, che hanno impedito sempre agli uomini di Boniciolli di andare in transizione e di imporre il loro gioco. Sono stati gli ospiti a fare la parte del leone, abbassando i ritmi e gestendo alla perfezione i tempi, per poi mandare in bambola i cecchini irpini grazie ad una serie di aggiustamenti difensivi, non in ultimo una zona 3-2 tanto rischiosa quanto efficace, e riuscire a realizzare con calma e pazienza tanti tiri facili. L’Air, che nelle ultime uscite aveva avuto nel tiro pesante l’arma in più, si ritrova a dover fare i conti con una difesa reatina sempre pronta all’adeguamento, capace di mettere in mostra i limiti offensivi del roster biancoverde. Boniciolli e i suoi anche quando si sono accorti delle difficoltà realizzative dai 6,25 hanno continuato ad insistere, non cercando il gioco interno. Il post rimane ancora una zona inesplorata per la Scandone, incapace di imporre il proprio dominio sotto le plance. Eppure Williams oggi sembrava in gran forma: il big man di Wake Forest, a parte qualche comprensibile svarione contro un avversario del calibro di Pape Sow(15 e 6 rimb), ha giocato un ottimo match in entrambe le metà del campo. Per lui ben 18 punti, 9 rimbalzi, 4 recuperi e un assist, ma sempre con la generale sensazione di non riuscirlo mai ad innescare a dovere e con continuità di soluzioni. Protagonista assoluto per Rieti è stato invece Morris Finley, capace di confezionare 30 punti in 34 minuti di gioco e di annullare completamente Green, apparso molto più in ombra del solito. Gli ospiti hanno giocato una quarta frazione “Modello Air”, tirando nel quarto quarto con il 67% totale e mettendo a referto 5 triple su nove tentativi. La Scandone si ritrova per una volta dall’altra parte della barricata, castigata dal tiro dalla lunga distanza. In generale, però, è stata la migliore organizzazione predisposta da Lardo e un gioco caratterizzato da idee molto più chiare e da varie soluzioni alternative a fare la differenza. L’Air se vuole provare a fare il salto di qualità deve cominciare a ragionare da ‘Grande’, lavorando sui suoi limiti e sopperendo alle sue lacune: non si può vivere di sola transizione e tiro. Il ‘run and gun’ di Boniciolli questa sera non ha funzionato ed è tempo che staff e cestisti studino soluzioni alternative per giocarsela alla pari contro squadre ‘rognose’ come la Rieti ammirata questa sera. L’eccessiva voglia di correre e di rimettere la partita sui soliti binari è costata carissima ai biancoverdi, capaci di perdere 25 palloni, di cui 3 sanguinosissimi quando si era a 12 lunghezze di vantaggio. Pochissimo supporto dalla panchina per Boniciolli, che ha ‘ammirato’ un Cavaliero semplicemente irriconoscibile e in generale un cast di supporto non all’altezza del difficilissimo match disputatosi al “Del Mauro”. La cronaca: solito quintetto per la Scandone con Green, Smith, Righetti, Williams e Burlacu. La solsonica schiera Prato, Finley, Carter, Hurd e Sow. Finley inizia subito forte mettendo a referto i primi due punti della gara, ma in questo avvio di partita è Righetti a fare tutta la differenza di questo mondo, difendendo forte e realizzando sia da due che da tre. Con i canestri dell’ex Roma e di Williams l’Air mantiene il naso avanti. Rieti con il suo gioco lento costringe Avellino a molti falli, tanto che Radulovic è costretto ad accomodarsi anzitempo in panchina. Sotto le plance sono scintille tra Williams e Sow che se la lottano a colpi di rimbalzi e punti. E’ proprio una realizzazione del lungo ospite a dare il vantaggio ai suoi a 2 minuti dal termine, portando il risultato sul 18 a 17. L’Air prova a reagire e si riporta avanti, ma una tripla di Finley a fil di sirena fissa il risultato sul 23 pari. Nella seconda frazione i ritmi si abbassano ulteriormente, proprio come auspicato dagli ospiti. Ci vogliono oltre due minuti perché si vede un canestro dal campo. Boniciolli capisce che con questi ritmi e con queste poche alternative offensive l’Air avrà vita dura e a 5.30 minuti dal termine chiama il timeout con il risultato che recita 26 a 28 a favore di Rieti. A mandare in bambola la squadra del presidente Ercolino una serie di adattamenti difensivi capaci di costringere gli irpini a giocare e vivere di solo perimetro. Inoltre, la zona schierata nella metà campo difensiva dai lupi fa acqua, come al solito, da tutte le parti e consente comode realizzazioni ai vari Hurd e Sow, che hanno vita facile sotto il ferro malgrado le ‘attenzioni’ dei vari Williams e Radulovic. A peggiorare le cose proprio il terzo fallo del croato. La Scandone sul finire del quarto inizia a ragionare e alla prima buona azione, in cui la palla è stata gestita con paziena, corrisponde la prima tripla piedi per terra di Burlacu, che riaccende un match non certo esaltante. Il leader della squadra in questo momento è però Alex Righetti, autore di un paio di grandiose giocate difensive che però non servono a dare la scossa alla squadra. Troppa fretta e banali errori sia in fase di impostazione che di tiro impediscono all’Air di rimettersi avanti e si va al riposo lungo sul 38-36 Rieti. Nella terza frazione finalmente gli uomini di Boniciolli decidono di giocare qualche palla sotto canestro e i risultati arrivano: 6 punti di fila che danno il vantaggio ai lupi e dimostrano la buona propensione della squadra a non incappare nei soliti errori. Il terzo quarto è sicuramente il migliore dei padroni di casa, che ora credono alla vittoria. Lardo, intanto, è furioso con i suoi e sul 40 a 38 chiama timeout. Ad ‘ammazzare’ una partita già non certo spumeggiante ci si mettono gli arbitri, autori di fischi discutibili, per tempi e per modi, dall’una e dall’altra parte. Intanto per quel che concerne il match l’Air sembra aver ritrovato fiducia nei suoi mezzi e con i canestri dello scorer Smith e di Ortiz si porta in vantaggio di otto lunghezze (51 a 43 a 4 dal termine). Rieti vede scorrere via il match e gli irpini cinicamente si portano addirittura al più dodici (57 a 45 a 2 dal termine). Finley, il più continuo e pericoloso dei suoi, non ci sta e con 6 punti consecutivi da fiato ad una Rieti ansiosa di fare risultato fuori casa. Gli irpini sbandano e con dei banali errori, complice un irriconoscibile Cavaliero, regalano 3 palloni di fila agli avversari. Il quarto si chiude 60 a 53 per i biancoverdi. L’ultima frazione vede Rieti addormentare definitivamente il match e costringere gli irpini a pensare tanto con la palla in mano, cosa in cui sicuramente non eccellono. Due triple di Gigena e Finley annullano completamente il vantaggio accumulato dai padroni di casa e spostano definitivamente l’inerzia a favore degli ospiti, capaci ora di amministrare al meglio e di gestire il match con la loro pallacanestro ragionata e soprattutto grazie ad una zona molto rischiosa ma ben studiata che annulla completamente il tiro da fuori dei biancoverdi. Gli adattamenti difensivi di Lardo stordiscono gli irpini che pure provano con Williams e Smith a riprendere le redini dell’incontro, ma Finley e compagni sono ormai sicuri di portare a casa il risultato giocando la loro pallacanestro. I lupi hanno 3 tiri piedi per terra per riaprire il match. Il pallone beffardamente danza sul ferro e così come accaduto con Napoli, solo al contrario, dall’altra parte entra di tutto. Il match si chiude 75 a 83 per Rieti, autrice di una buonissima prestazione e con il merito di essere riuscita a giocare la pallacanestro che voleva. L’Air ha il rimpianto di aver buttato via l’incontro sul +12, fidandosi troppo del perimetro.(Di Giuseppe Matarazzo) Tabellini:
Solsonica Rieti: Carter 4, Hurd 17, Pappalardo, Bonora, Saw 15, Finley 30, Helliwell 2, Prato 8, Rizzo, Gigena 3, Mian 4, Kotti.All:: Lardo
Air Avellino; Green 8, Smith 16, Radulovic 9, Ortiz 7, Righetti 13, Lisicky, Cavaliero 1, Iannicelli, Paolisso, Bryan, Williams 18, Burlacu 3. All:Boniciolli
Arbitri: Tolga Sahin, Duranti, Giansanti
Mvp: Morris Finley . Non sono i trenta punti. Non solo. Il colored della Solsonica ha il grandissimo merito di essere riuscito, con l’aiuto di qualche raddoppio da parte dei suoi lunghi molto ben fatto, di annullare Marques Green, vero motore biancoverde. Inoltre Finley è stato l’unico, insieme a Hurd, a tenere a contatto i suoi con gli irpini quando questi ultimi hanno provato la fuga. Per lui tanta energia e ottime percentuali dopo aver preso confidenza e aver visto che la palla entrava. Un giocatore di sicuro interesse che quest’oggi, come già capitato in passato e che come capiterà sicuramente in futuro, ha consegnato la vittoria a Rieti.

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