Sciopero: Anche l’Irpinia a secco e inizia la guerra… tra poveri

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Il sistema Italia in ginocchio per la protesta degli autotrasportatori. I riflessi e le conseguenze peggiori iniziano a manifestarsi su tutta la penisola e la situazione ogni ora che passa è sempre più critica. Manca la benzina e l’autonomia degli automobilisti è strettamente collegata all’attività di rifornimento degli impianti, la maggior parte chiusi per esaurimento scorte. L’Irpinia è a secco come la Campania e il resto d’Italia, con gravi conseguenze che potranno verificarsi per la corsa ai rifornimenti, in particolare dei generi alimentari nel periodo di maggiore vendita per tutti in vista delle feste natalizie. Si contano sulle dita i distributori aperti sul territorio avellinese e già da questa mattina molti automobilisti hanno dovuto fare i conti con l’interminabile fila dell’unico distributore aperto all’altezza di Montemarano sull’Ofantina con segni di evidente nervosismo per l’attesa. La protesta dei Tir ha comportato il mancato arrivo dei giornali nelle diverse edicole dell’Ufita, del Baianese –Vallo Lauro e in Alta Irpinia. L’effetto domino dell’emergenza non risparmia i supermercati, in particolare per i prodotti freschi come latte, verdura, carne e mozzarelle. I danni sono incalcolabili e le associazioni di categoria come la Coldiretti iniziano a fare le prime stime oltre che a invocare un immediato ritorno alla normalità. La giornata di oggi diventa pertanto decisiva per milioni di italiani costretti a limitare la propria libertà individuale, dal lavoro alla normale quotidianità della famiglia tipo, con problemi che potrebbero rilevarsi drammatici nel campo della raccolta rifiuti, alla tutela della salute pubblica e privata con le consegne a rischio dei farmaci salvavita e con l’inizio, già evidenziato in alcuni casi, della guerra tra poveri.

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