Bomba ambientale nell’area Docg Greco di Tufo? Mazza si oppone

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Avellino – Il disastro ambientale che sta distruggendo l’Irpinia è arrivato a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio Romano Prodi si è occupato dello scempio ambientale provocato da numerose discariche e siti di stoccaggio di ecoballe dislocate nel territorio irpino. Sarebbero stati individuati i siti di stoccaggio di Preturo Irpino, sede del Consorzio dei viticoltori, ricadente nella pregiata area di produzione delle uve che producono uno dei vini italiani più apprezzati nel mondo per la sua alta e singolare qualità: il Greco di Tufo d.o.c.g e quello, non ancora ufficiale, nel territorio di Chianche. Non ci sarebbero siti idonei per quel tipo di rifiuto nella provincia di Avellino e soltanto il 25 per cento del territorio irpino risulterebbe idoneo allo stoccaggio di ecoballe e compostaggio. Sono esclusi a priori i comuni che già hanno ospitato in passato discariche (Ariano Irpino) e quelli che si trovano in una posizione idrogeologica rischiosa, o collocati, come in questo caso, in prossimità di alvei fluviali. Il capogruppo di Sinistra Democratica alla Provincia, Franco Mazza, ritiene scriteriata la decisione presa dal Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania, Alessandro Pansa, di individuare il sito di ecoballe in un’area Docg Greco di Tufo. Il consigliere provinciale afferma che “tale scelta, comporterebbe grossi problemi alla popolazione, terrorizzata da possibili tumori, malattie, deformazioni e dall’acqua e il cibo inquinati e, allo stesso tempo, ai millenari produttori di uve”. Bisogna considerare inoltre, l’impraticabilità della strada provinciale Prata-Altavilla piena di curve e strettoie che già adesso non sostiene il traffico degli automezzi pesanti in transito dagli snodi autostradali. Secondo Mazza, “produrre ecoballe senza un ciclo integrato è un metodo inutile, non si può costruire un impianto partendo dalla fine ma bisognerebbe fermarsi un attimo e riflettere sul da farsi. Per far funzionare il ciclo di smaltimento dei rifiuti, aggiunge il capogruppo di SD, è necessario innalzare il livello di raccolta differenziata partendo dalla città, che deve essere da esempio ai comuni e trovare collaborazione reciproca mettendo da parte le scelte individuali, le critiche e cercando di rompete i legami con la criminalità organizzata”. La posizione di Mazza e di Sinistra Democratica è quella di un percorso di autonomia provinciale partendo dalla differenziata definendo il compostaggio come risorsa e chiudendo il ciclo di rifiuti in Provincia anche attraverso il termovalorizzatore di Acerra che produce energia per migliaia di famiglie attraverso lo smaltimento di circa 2000 tonnellate al giorno di combustibile da rifiuti. Sinistra Democratica è impegnata dal primo momento a fianco delle popolazioni di Petruro e Chianche. Le sezioni della Valle del Sabato sono tutte mobilitate e non si smetterà di lottare al fine di evitare lo scempio delle ecoballe tra i vigneti del Greco di Tufo. “Siamo stati a Petruro insieme all’assessore Bruno Fierro e all’On. Raffaele Aurisicchio – dichiara il capogruppo di SD – per esprimere in modo forte, oltre alla vicinanza alla popolazione, la condanna per l’individuazione assurda di un sito di stoccaggio in un territorio inidoneo. Le popolazioni interessate – aggiunge – non sono sole; forse si aspettavano altre solidarietà che non sono giunte e, crediamo non giungeranno per puro calcolo”. Per la giornata di domani, è stato convocato un tavolo istituzionale per discutere della disastrosa situazione ambientale dell’intera valle. Franco Mazza ritiene che questo costituisca un lavoro iniziato dopo l’incendio dell’IRM e durato tre anni, voluto con forza dal sottoscritto e sostenuto dall’Assessore provinciale all’ambiente Bruno Fierro”.

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