20 ottobre, in piazza anche i lavoratori irpini

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Avellino – “Siamo alcuni di quei tantissimi lavoratori irpini che hanno votato ‘no’ al referendum. Votando così abbiamo preso la parola per segnalare il grande disagio che c’è; per dire che non si possono continuare a chiedere i sacrifici a chi non arriva alla terza settimana del mese, mentre si dispensano ingenti finanziamenti alla Confindustria; per dire che il mondo del lavoro merita ascolto e rispetto da parte del sindacato e della politica”. In vista del 20 ottobre arriva l’appello da parte di questa porzione di lavoratori di diverse categorie, soprattutto operai. Alcuni in pensione, in mobilità o disoccupati. “Abbiamo contribuito – continua l’informativa – in questi anni alle lotte sui luoghi di lavoro per difendere i diritti acquisiti ed imporne di nuovi. Saremo anche noi alla grande manifestazione del 20 Ottobre, per rivendicare, con l’intero popolo della sinistra, l’attuazione del programma dell’Unione”. “Il superamento della legge 30 resta il nostro obiettivo: la precarietà, è ormai la cifra del lavoro e della vita di tutti noi, una condizione che ti rende più ricattato, più esposto agli infortuni, senza una prospettiva. L’abolizione dello scalone significa altro e non l’aumento dell’età pensionabile per tanti, e soprattutto per i lavori usuranti: per chi sta alla catena di montaggio; per chi lavora su più turni, anche di notte; per chi svolge lavori particolarmente gravosi”. Insomma: “Il Mezzogiorno è una grande opportunità da valorizzare per l’intera Italia e vogliamo che sia così per davvero. Oggi purtroppo assistiamo ad una progressiva deindustrializzazione dell’apparato produttivo irpino e manca un serio progetto per il futuro. E intanto assistiamo con dolore all’emigrazione di tanti giovani, ragazzi e ragazze, che sono costretti a lasciare la nostra terra. Siamo convinti che una grande partecipazione popolare alla Manifestazione del 20 ottobre sia il modo migliore per farci sentire, per dire che ci siamo”.

Firme: Giulio Petrillo, (rsu, operaio FMA), Remo De Cola (rsu, cuoco Azienda Ospedaliera Moscati), Emidio Lepore (operaio Bitron, rsu), Emilio Ciotta (operaio Almec), Lello Masucci (disoccupato), Giuseppe Rabasca (operaio in mobilità, Tubisud), Giancarlo Nebbia (operaio in pensione, Alfasud), Toni Della Pia (artigiano), Fernando Bonazzi (operaio, Air spa), Gerardo Renna (operaio OMI), Andrea Caputo (saldatore), Michele Panno (operaio, Ocevisud), Donato D’Annunzio (edile), Gennaro Caputo (operaio, Mecoflex), Giuseppe Faella (operaio Tubisud-Arcelor, rsu), Michele Di Cosmo (operaio Laterificio Irpino, rsu), Franco Giovanniello (rsu, operaio Elital).

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