“Ho preferito non replicare alle polemiche per stile ed equilibrio politico, che da sempre hanno contraddistinto il mio operato, e per non prestare il fianco ad ulteriori possibili strumentalizzazioni nella fase elettorale delle Primarie”. L’assessore regionale ai Lavori Pubblici Enzo De Luca torna sul caso della lettera con la quale il dirigente del settore Lavori Pubblici, Italo Abate, immediatamente rimosso dall’incarico, sollecitava la presenza di personale della Regione Campania ad una manifestazione ad Avellino con Antonio Bassolino e lo stesso De Luca. Lo fa in occasione dell’interrogazione del consigliere regionale dell’Udc, Pasquale Marrazzo. De Luca ha ricostruito tutte le tappe della vicenda, partendo dalla nota, inviata da Abate lunedì 8 ottobre, “del cui contenuto – ha ribadito l’assessore – ho preso conoscenza solo nella tarda serata, contattato dalla redazione di Napoli de Il Mattino”. Precisazione già contenuta nella nota con la quale De Luca, il 9 ottobre, prendendo le distanze, chiedeva al dirigente “chiarimenti e spiegazioni per iscritto circa un incomprensibile comportamento da Lei autonomamente assunto”. Poco dopo, la lettera, con la quale lo stesso Abate precisando di aver assunto “l’iniziativa in piena autonomia…su un errato presupposto che la Conferenza si qualificasse come istituzionale in ragione delle errate informazioni in mio possesso”, metteva a disposizione il suo incarico di Coordinatore dell’Area Lavori Pubblici. Partendo dal presupposto che il comportamento del dirigente, come egli stesso ammetteva, si era rivelato “lesivo dell’immagine istituzionale della Regione”, sempre il 9 ottobre, De Luca invitava l’assessore alle Risorse Umane a proporre alla Giunta Regionale la revoca dell’incarico ad Abate “valutando, nel contempo, la possibilità di procedere in sede disciplinare”. Nella tarda mattinata, il provvedimento con il quale l’esecutivo revocava il dirigente dagli incarichi. Infine, De Luca ha citato la nota di Abate, indirizzata all’Assessore al Personale nella quale il dirigente ribadiva le dichiarazioni della sua precedente comunicazione ed in particolare l’errore nell’emanazione della nota, scaturito da frettolose e superficiali informazioni sulla natura della conferenza, mettendo in evidenza “le esclusivamente autonome valutazioni” che lo avevano indotto a diramare la nota dell’8 ottobre. Non vi è stato alcun “asservimento delle istituzioni regionali agli interessi politici dei due partiti, o incommentabili illegali comportamenti da parte dell’Assessorato che hanno minato ulteriormente la già scarsa credibilità della Regione”, come sostiene Marrazzo, che comunque De Luca ringrazia per aver utilizzato un canale istituzionale – l’interrogazione consiliare – per assumere conoscenze sui fatti, consentendo a lui e alla Giunta di dare pubblicamente notizie sulla verità della vicenda. “Credo che sia stata dimostrata, qualora ve ne fosse stato bisogno, la completa estraneità dai fatti e di aver agito immediatamente in termini decisi e concreti a tutela dell’Istituzione che rappresento – ha spiegato De Luca – Per quanto riguarda il dirigente interessato, non rientrano nella mia funzione altre determinazioni da assumere, ma sarà l’Assessorato alle Risorse Umane che valuterà eventuali ed ulteriori provvedimenti”. Infine, un ringraziamento a quanti – partiti politici, Consiglieri regionali, Giunta e Presidente – “non hanno mai messo in discussione la mia buona fede e l’estraneità ai fatti, mentre si consumavano polemiche irresponsabili e strumentalizzazioni politiche, che, di certo, non hanno fatto onore a personaggi che reclamano ruoli di rappresentanza senza averli. Atteggiamenti da biasimare, privi di rispetto per l’ “Uomo” in generale, nel caso in questione per il dirigente, che ha ammesso l’errore, o per qualsiasi altra rappresentanza elettiva. Polemiche sollevate artatamente, segno dei tempi, di un decadimento politico e culturale dal quale solo equilibrio e trasparenza nelle azioni di ciascuno potranno far uscire noi, la società, le Istituzioni e la politica”.
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