Avellino – In una provincia “chiusa nel suo passato”, partecipare è un diritto ma vincere “è diventato un dovere”. E il Pd è la grande occasione offerta all’Irpinia per la svolta. Un Pd che ha dunque lo scopo di risvegliare un paese sotto anestesia; che intende far crescere l’Irpinia rimasta indietro rispetto alle altre province; che crei quel movimento tellurico in grado di spazzare via il vecchio e aprire la mente al nuovo. Sandro De Franciscis, ad Avellino al fianco di Francesco Maselli, Pasquale Volino, Donato Mosella, Andrea Losco, Gaetano Pascarella e Andrea Annunziata, con tanti giovani e dei ‘Coraggiosi’ ha detto la sua, in maniera semplice e diretta, senza mostrare alcun timore di fronte agli avversari da combattere. Ma incitando invece i propri sostenitori, testimoni “di voglia di libertà, di partecipazione e di cambiamento”. Sono questi, infatti, i perni sui cui far reggere il Pd per rimettere in moto un paese in cui “a fermarsi non è stata solo la politica”. Tutto il sistema va riavviato e necessita di cambiamenti. E per ogni cambiamento ci vuole un certo margine di coraggio. Soprattutto in Irpinia. “Tutti sanno cosa ha subito questo territorio, costretto all’isolamento a partire dall’epoca del terremoto. Ma questo è il passato. Il futuro è dei giovani, della gente, di tutti coloro che a partire da questo momento si sentono pronti ad essere parte integrante di un partito popolare, pluralista e laico”. Un’occasione, inoltre, in cui l’ex presidente della Provincia Francesco Maselli non ha mancato di spiegare una dinamica ‘singolare’, una serie di contingenze che gli hanno ‘inibito’ la possibilità di utilizzare la sede del partito di origine per parla di Pd. Ma gli ostacoli piuttosto che svilire hanno costituito il giusto mordente per andare avanti e aprire le porte ad una sfida che finora è maturata grazie ad un indistruttibile entusiasmo. “Con noi – ha spiegato – non c’è la classe dirigente, c’è il popolo. Chi si è candidato lo ha fatto in assoluta libertà animato dalla passione e dalla voglia di essere parte attiva in un grande processo di cambiamento. A differenza di altro noi non siamo ‘contro’ nessuno ma a favore del partito. Vogliamo rompere gli schemi a dar vita ad una svolta. È questa la vera sfida del Pd: essere in grado di voltare pagina. Solo allora ci sarà un vincitore. E sarà il popolo”. Insomma, ai cittadini punti di riferimento precisi per e concreti, per fare in modo che “la politica torni ad essere una arte regia, come sosteneva Socrate. La volontà dunque è quella “di mettere la bandierina sul nuovo partito, non per un senso di conquista ma per dare seguito ad un processo riformista”. Poi l’affondo: “E’ l’ora di liberare la cosa pubblica dalla solita obsoleta gestione. Il nuovo partito darà voce a tutti, gli umori della piazza non saranno ignorati. Il nuovo partito non sarà di alcun leader. Il nuovo partito sarà… il popolo”.
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