Avellino – L’Irpinia analizzata da Svimez -dati campani 2000/2006- intinge il biscotto in una tazza di buone notizie. Avellino è la provincia che registra la migliore performance, seguita da Salerno, sul fronte occupazionale (con 5000 addetti in più e un incremento del 3,1 per cento). Registra la crescita nel comparto agricolo più significativa (+ 25 per cento), anche se in media a livello settoriale è l’industria a tirare maggiormente le redini da corsa e i servizi rallentano. Sul fronte della spesa pubblica spende oltre la metà del suo bilancio (53,8 per cento) per i trasporti e viabilità ma destina allo sviluppo soltanto il 2,9 per cento del totale. Dall’indagine si evince un altro dato significativo: i distretti industriali della regione appaiono in crisi, solo Solofra, specializzata nel trattamento delle pelli, segna nel 2004 una variazione positiva: +9,9 per cento. Cifre che non passano inosservati allo sguardo degli attori del territorio. Come nel caso del segretario della Cisl Irpinia, Enrico Ferrara. Secondo il quale però “non è tutto oro quello che luccica”. “Il dato può essere reale – spiega Ferrara, riferendosi alla voce occupazione – ma non va letto in chiave assoluta. Bisogna infatti valutare la qualità dei posti: se sono precari o molto precari, non è poi un dato così positivo. E’ un risultato solo numerico senza grandi ricadute sul territorio. Ma è pur sempre dinamico: con tutti i soldi che si stanno spendendo… D’altronde sarebbe stato catastrofico se non ci fosse stato neanche questo”. Un’altra, anche, la considerazione in merito: “I giovani vanno via ed è normale che a fronte di questo fenomeno diminuiscano anche le richieste di lavoro, e di conseguenza il tasso di disoccupazione”. E allora, quale strategia propone la guida della Cisl? “Un accordo concertativo sul lavoro come quello stretto qualche mese fa con il Governo: è questa la strada da seguire, sentire i protagonisti del lavoro”. Sul fronte dei distretti stessa valutazione: “Se consideriamo solo i dati in sé perdiamo il polso della situazione…”. Ferrara non è meno severo se si parla Del primo indicatore di crescita economica. “Aumenta il Pil, ma la ricchezza dove è andata? Non ci soddisfa il dato se la risposta è: ai più abbienti”. Il segretario della Cisl è poi scettico su quelle che sono le future impostazioni dello sviluppo: “I fondi 2000-2006 hanno portato risultati negativi. Per il 2007-2013 si sta facendo lo stesso errore di impostazione a mio giudizio”. Infine, la spesa pubblica: l’indagine rileva che Avellino è la provincia che più spende in lavori e opere: “E’ importante che sia così – dichiara il sindacalista – ma tutti questi investimenti però non si vedono molto…”. Secondo Ferrara, si deve insistere molto sulla ‘qualità’ della spesa. E per questo: “Bisogna uscire dalla spirale clientelare – conclude -. Oggi non ci differenziamo molto dal passato. Anzi, rispetto a 10 anni fa è peggio. La politica deve cambiare, deve avvicinarsi di più alla gente”. (Di Antonietta Miceli)
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