Tossicodipendenza, Giova: “La politica deve programmare il dopo”

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Avellino – La Giornata mondiale sulla Tossicodipendenza è stata celebrata in provincia presso la struttura Villadora di Prata Principato Ultra -seconda sede di accoglienza dopo la Casa sulla Roccia-, con un incontro-convegno nel quale protagonisti sono stati i ragazzi sottoposti al trattamento di recupero. Per il Piano di Zona Sociale coordinato da Salvatore De Vito, e l’assessorato alle Politiche sociali del Comune capoluogo, guidato da Mirella Giova, è stata un’esperienza interessante e fruttuosa, dove a primeggiare su tutto è stata la particolare sensibilità dei giovani di mettersi in discussione con assunzione di responsabilità. “L’impatto emotivo è stato davvero forte”, ha dichiarato Giova. La quale non manca di rimarcare come il messaggio di speranza lanciato proprio dagli ospiti della struttura, alcuni pronti a tornare in società e a rimettersi in gioco, in realtà nasconde non pochi interrogativi. “Cosa faranno poi?”. “Chi li aiuterà a reinserirsi?”. “Saranno abbastanza forti da non ricadere nel tunnel?”. Domande che sono state poste ai diretti interessati, la cui risposta non poteva che essere semplice e realistica: “Non lo sappiamo”. Di qui, l’assessore di Piazza del Popolo lancia il suo messaggio: “E’ compito della politica nazionale riprogrammare il ‘dopo’. Come pure sensibilizzare la società all’accoglienza e al reinserimento. Perché lo sforzo di questi ragazzi, prima chiusi in se stessi e nel bisogno della dose, poi aperti allo spirito di solidarietà reciproca, merita una risposta. Che sia in grado di farli sentire forti e non soli, invece di rimandarli in un contesto disastroso”. Dunque, il messaggio lanciato alla politica è quello di ‘ragionare sul dopo’. Non basta il trattamento terapeutico. Ancora: “Bisogna riscoprire la solidarietà del volontariato vero e non di quello indotto. E bisogna farsi promotori di una sensibilità nuova. Perché avere una qualità della vita migliore è un’esigenza di tutti”. A tal fine secondo Giova utile può essere anche una “programmazione europea a 360 gradi”. (di Antonietta Miceli)

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