Lioni – Il caso Rosania che negli ultimi giorni ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica fa maturare oggi le prime precisazioni da parte del sindaco di Lioni Rodolfo Salzarulo. Una risposta che chiarisce l’effettiva posizione del Comune più volte chiamato in causa quale “responsabile dei misfatti” e che confuta le ipotesi avanzate definite dallo stesso primo cittadino “artificiose”. “All’indomani del terremoto – spiega il sindaco in una nota – c’è stata una prima assegnazione di lotti a favore di commercianti e artigiani: Rosania non fece richiesta di alcuna assegnazione, non avendo mai interrotto la propria attività di carrozziere, che continua ad esercitare in un capannone in fitto, non danneggiato. Nel 1985 un artigiano, che ha ripreso l’attività, richiese l’assegnazione di un lotto contiguo al proprio in cui non si svolgeva alcuna attività; l’istanza venne reiterata l’anno successivo. Nel febbraio 1988 con una delibera di Consiglio venne assegnata, per l’attività di Rosania, una parte del capannone IRIS, di proprietà comunale. In aprile, nell’imminenza delle elezioni amministrative, e in contraddizione con il deliberato del Consiglio, venne assegnato al carrozziere il lotto n. 11 nell’area artigianale, in contiguità con il mulino: tempestivamente il titolare del mulino pose il problema della incompatibilità posta in essere tra l’attività molitoria e quella di carrozziere. La questione finì in tribunale. Nel 1991 venne approvato un primo progetto di trasformazione da provvisoria a definitiva dell’intera area 8-9 dove era previsto che quattro attività, tra cui quella dell’autocarrozzeria Rosania, venissero localizzate in un altro sito del PIP. Nell’aprile del 1992 venne pubblicato il bando per l’assegnazione dei lotti nel PIP senza che il Comune ricevesse alcuna domanda da parte di Rosania. Nei 60 giorni per la richiesta di assegnazione solo il gestore del mulino chiese l’assegnazione del lotto. Tra il 1994 e il 1995, determinato il prezzo dei lotti nel PIP dall’allora Ufficio Tecnico Erariale, venne insediata una nuova commissione consiliare. Nel 1996 in Consiglio venne approvata la graduatoria stilata dalla commissione: non vi è traccia di Rosania. Nel 1997 fu approvata la costituzione di una servitù temporanea di attraversamento aereo in favore del molino: un collegamento aereo tra il molino e i silos esistenti, per l’approvvigionamento di materia prima per l’impianto molitorio. Nel 1997, con ordinanza 2147, il TAR di Salerno respinge la domanda incidentale di sospensiva proposta dal Rosania contro il Comune di Lioni. Nel 1998 viene approvato un assestamento di assegnazione di Lotti nel PIP ed assegnato a Rosania il lotto 43/1. A questo punto comincia il più monumentale dei carteggi che l’amministrazione ricordi. Si va da una precedente denuncia di quasi tutto il Consiglio Comunale, al rifiuto del pagamento del lotto, alla richiesta di altro lotto diversamente ubicato, fino al una diversa geografia di tutto il PIP. Nel contempo il “carrozziere” attiva tutte le fonti politiche, di destra, di sinistra, di centro e quanti altri ne esistano, fino ad ottenere che sia ritagliato un lotto di esclusivo uso, in un’area già destinata a parcheggi. Si è trattato di cinque anni tremendi ma, finalmente, nell’aprile del 2003 si è riusciti a trovare un posto che il signor Rosania ritiene adeguato per sé! Nel luglio successivo venne approvato il precedente atto di adozione. Ora si tratta di trovare i fondi che consentano all’Amministrazione di costruire il capannone nel sito indicato: questa delocalizzazione, per uno strano modo di interpretare il ruolo dell’amministrazione, deve essere costruito dal Comune! L’anno successivo questo non è possibile perché le somme dovrebbero essere rilevate dal pagamento dei lotti nel PIP e detratte dagli importi necessari al completamento delle urbanizzazioni. Infatti molti non pagano con puntualità (tra questo Rosania) le rate, alcuni non pagano affatto. Nella discussione sul bilancio di previsione del 2005 si era deciso di rilevare, appunto, dai proventi dei lotti PIP gli importi per le quattro delocalizzazioni, poi c’è stato il commissariamento del Comune, e il Commissario, giustamente, non ha ritenuto di operare una scelta di spesa che è di natura politicissima. L’amministrazione che io guido si è insediata in giugno 2006: il primo bilancio di previsione a cui abbiamo messo mano è quello del 2007. Il signor Rosania, alla presenza del figlio e di un consigliere comunale, ha ascoltato da me che avremmo previsto in bilancio le somme per la sua e le altre delocalizzazioni. In effetti: già in novembre 2006 le Ferrovie dello Stato avevano richiesto al Comune l’attestazione necessaria e il pagamento delle somme per l’istruttoria per l’approvazione in deroga del capannone per Rosania; quindi, come atto propedeutico al bilancio, il 15 marzo, è stato approvato l’impegno di spesa per delocalizzare “Rosania, Caruso ed altri”. Per questo, a me pare, che la questione sia arrivata alla soluzione. Poi Rosania dà inizio allo sciopero della fame: forse teme che, risolto il problema del capannone, non abbia più nulla di cui occuparsi?”. Insomma, una documentazione dettagliata che sarà inviata alla Magistratura, al Prefetto, ai Carabinieri.
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