Provincia: è bagarre. L’opposizione abbandona e bacchetta Ruggiero

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Avellino – Palazzo Caracciolo si ritrova tra i banchi consiliari tra cerimonie e … quotidiana bagarre. Si parte con un momento celebrativo per onorare il bicentenario della istituzione dell’Ente. 8 agosto 1806 – 21 dicembre 2006: duecento anni di storia sociale e politica. Ricorrenza accompagnata da una breve disquisizione storica. Relatore d’eccezione, l’assessore alla Cultura Eugenio Salvatore che ha illustrato al Consiglio le ragioni per le quali l’Ente di Piazza Libertà ha voluto sigillare l’evento con una epigrafe. A distanza di duecento anni dalla legge dell’8 agosto 1806, voluta da Giuseppe Bonaparte, l’amministrazione provinciale ha inteso ricordare l’anniversario con significative manifestazioni storico-culturali che prenderanno il via con il nuovo anno sottoforma di seminari scientifici diretti dai professori Barra e Minichiello. “L’iniziativa – spiega l’assessore Salvatore – intende illustrare alla gente irpina la storia e l’evoluzione della Provincia di Avellino (con il dominio napoleonico, il capoluogo irpino fu trasferito da Montefusco ad Avellino) ma anche le iniziative e le sterzate, in termini di programmazione attiva, pianificate per i prossimi anni”. Una opportunità per alimentare una riflessione sulla città e sull’intero territorio provinciale tra passato, presente e futuro e rafforzare le dimensioni identitarie della comunità irpina. La dimensione celebrativa che caratterizza le iniziative del Bicentenario offre dunque l’occasione all’amministrazione di Palazzo Caracciolo per precisare e definire meglio il profilo di una provincia non solo impegnata in progetti di riqualificazione ma pronta a raccogliere la sfida del tempo presente accrescendo la consapevolezza delle nuove funzioni che, accanto a quelle tradizionali, è chiamata a svolgere nella vita culturale, economica e amministrativa. Dal momento celebrativo, alla bagarre sul piano triennale delle Opere Pubbliche, all’ordine del giorno per l’approvazione. L’opposizione abbandona l’aula. È il consigliere di An, Umberto Cammino, a spiegare i motivi: “Nel giorno in cui l’assessore Ruggiero ha deciso di onorare questo Consiglio, è la minoranza a non voler onorare l’assessore”. Seguono le interrogazioni dei consiglieri di maggioranza. Prima il capogruppo del Fiorellino Giuseppe De Mita che interpella l’assessore De Pietro in merito all’avvio di un’istruttoria, in seno al Consiglio, sullo stato della Protezione Civile. E ancora. Monaco, Pacifico e Solimine. Tema: il tenore intellettuale e morale dei consiglieri provinciali e il ruolo delle rappresentanze in Consiglio… “troppo spesso riconducibile a quello notarile”. L’opposizione rientra. Ma dura poco. L’esponente di Alleanza Nazionale Luigi Vannetiello, presidente della settima commissione, chiama nuovamente in causa l’assessore ai Lavori Pubblici. La speranza è quella di conoscere lo ‘stato’ dell’attività portata avanti da Ruggiero & co. Un botta e risposta dai toni roventi (che coinvolge anche il presidente del Consiglio, Erminio D’Addesa) terminato con il nuovo allontanamento del gruppo dall’aula. Ma l’imprevedibilità degli avvenimenti finisce per ‘colorare’ ancora di più una seduta già turbolenta: il black-out condiziona i lavori che vengono interrotti per quindici minuti. La discussione apre dunque sull’argomento del giorno: “Un colpo di mano – afferma l’opposizione – che insinua il dubbio di legittimità della seduta e della votazione: l’assemblea è tornata tra i banchi senza che si procedesse all’appello”. A conclusione dell’assise, il bilancio di previsione passa con i soli voti della maggioranza. (mari.mo)

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