Vicenda acqua a Solofra, dopo il tavolo al Comune restano i dubbi

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Solofra – La questione acqua a Solofra rischia di diventare una vera e propria battaglia. L’aumentare delle proteste dei residenti delle zone alte del paese, da mesi alle prese con le continue sospensioni del servizio idrico, ha di fatto costretto il comune e la Irno Service, ente gestore del servizio idrico integrato a Solofra, a rivedere i propri piani di distribuzione dell’oro blu anche agli opifici della zona industriale che – successivamente alla emergenza acqua al Tce di gennaio e alla conseguente chiusura dei pozzi – si riforniscono attraverso le reti della municipalizzata.

La soluzione prospettata agli industriali dal sindaco Vignola ad un nuovo tavolo convocato nel pomeriggio a Palazzo Orsini, al quale hanno preso parte CNA, CONFAPI, Unic e Confindustria oltre alla Irno Service, sarebbe quella di ‘spalmare’ il consumo dell’acqua attraverso l’utilizzo di un rimodulatore del flusso idrico. Questo dovrebbe alleviare i disagi alle pubbliche utenze. Sul punto però i rappresentanti dei conciatori presenti al tavolo hanno avanzato più di un dubbio, chiedendo maggiore chiarezza sulle reali quantità di acqua ‘lavorate’ dall’Ente gestore.
Infine, la stessa proposta di rimodulazione del flusso idrico sarebbe stata fatta anche alla Cogei, società che per conto della Regione gestisce l’impianto di depurazione di via Carpisano: in questo caso l’amministrazione comunale avrebbe ricevuto un secco ‘no’ (l’impianto di depurazione tratta volumi di acqua assai maggiori rispetto a quelli degli opifici conciari, ndr), elemento – questo – che darebbe sempre più consistenza alle voci di un possibile passaggio ad altro fornitore di acqua dell’impianto di depurazione.

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