Ato: la Cdl attacca e interrompe il dialogo.Nel mirino Giuditta e…

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Avellino – La Casa delle Libertà è determinata: stop al dialogo. Stop alla partecipazione fino a quando “non sarà ripristinata la legalità”. Un messaggio forte e chiaro che giunge di buon mattino, indirizzato al vertice dell’Ente del Victor Hugo Pasquale Giuditta. A lui ma non solo le frecce avvelenate. Guai a strumentalizzare l’astensione della Cdl. La questione è un’altra ed è più seria. Sentenziano da via Tagliamento. “Ad oggi la Cdl non ha mai fatto mancare il suo sostegno alla risoluzione dei problemi dell’Irpinia (Contratto D’Area, Ex Ipai, per citare solo qualche esempio). E mai lo farà mancare. Però il presidente Giuditta non può chiedere la nostra partecipazione al convegno di oggi perché attendiamo da tempo, troppo tempo – dichiara il capogruppo di Forza Italia Cosimo Sibilia – le integrazione al Cda dell’Ato. Non c’è il plenum del Consiglio di amministrazione: manca il consigliere in rappresentanza di Ariano, le nomine da parte del primo cittadino di Avellino Giuseppe Galasso. Il nostro è un ragionamento pregiudiziale. Avevamo chiesto al presidente della Giunta regionale un commissario ad acta per indicare il componente del Tricolle. Ma tutto questo è rimasto lettera morta”. Pertanto: l’ultimatum della Cdl c’è e rimbomba fin troppo nella sede degli Azzurri della città capoluogo: “Basta con l’attività monca. Basta con la perdita di fondi – continua il capogruppo regionale di Alleanza Nazionale Franco D’Ercole – Sappiamo che sono stati persi diversi milioni di euro per il risanamento delle rete idrica. E nemmeno si può preparare alcun avviso di gara perché manca l’organo tecnico”. Ma attenzione: “Non vorremmo che venga ribaltata l’accusa. Noi vogliamo il bene della provincia – precisa Antonio De Mizio coordinatore provinciale di Fi”. E ancora una volta il concetto viene ribadito affinchè il messaggio rimanga ‘impresso’. “Nonostante vi sia una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione ad Ariano, tutto scorre come se niente fosse accaduto. C’è di più. Non è pensabile che si continui a gestire le acque in maniera arbitraria. Né tantomeno ci si può ricordare che esiste la Cdl quando ormai non c’è nulla da scegliere”. Una presa di distanza che potrà avvicinare le posizioni e potrà far prevalere il dialogo ad una condizione: “solo quando prevarrà l’interesse della collettività, e dunque la responsabilizzazione”. Le bordate dell’on. D’Ercole non mancano mai specie in questa circostanza. Il bersaglio viene per un istante distolto: è Gerardo Adiglietti. “In questa provincia gridiamo alla criminalità e poi c’è l’illegalità permanente negli enti. E non è quella che denuncia Adiglietti: il suo è un bluff”. Ancora questioni irrisolte. Prima fra tutte la scelta della gestione del servizio idrico. “Nessuno può dare lezioni, né tanto meno qualche prete spogliato. La legge è chiara”. Tre le modalità: ma la più percorribile “è la gara che garantisce tutti i cittadini”. Le riflessioni del tavolo di via Tagliamento non si esauriscono. Tutt’altro. Il tema posto all’attenzione è ora la Pavoncelli bis: “E’ un falso problema. E’ una galleria dove si raccoglie l’acqua. Tutto qua. Oggi Giuditta – continua Claudio Rossano – protesta perché non vi è l’accordo tra la Regione Campania e la Puglia, ma il suo partito dov’era e dov’è? Evidentemente si è tesi all’interesse di gestioni particolari”. E di nuovo ritorna il concetto: “La nomina del presidente è avvenuta con quattro membri, due dei quali poi sono stati dichiarati decaduti. La stessa assemblea dei sindaci ha nominato Mario Pepe presidente ma non aveva il quorum. Adesso abbiamo presidenti formalmente legittimi perché nessuno ha mai contestato la elezione, e un Cda illegittimo”. La Casa delle Libertà con dati alla mano punta i piedi e ritorna sulla questione affidamento gestione: “Un milione e 300 mila euro all’anno – è di nuovo Rossano a dire la sua – è il valore dell’appalto Ato; e si pensa di farlo senza l’espletamento della gara?”. La Cdl con Cosimo Sibilia, Franco D’Ercole, Claudio Rossano, Antonio De Mizio, Fausto Sacco, Domenico Matarazzo, Enzo Pratola, (Giuseppe Gargani e Francesco Pionati assenti solo per motivi istituzionali) attacca, riflette e fa riflettere. (Di Teresa Lombardo)

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