VD/Attentato a Mercogliano: “Solo una bravata. Qui siamo tranquilli”

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Mercogliano – Una bravata, nulla di più. Il ‘day after’ il presunto attentato che ha visto nel mirino di ignoti il fabbricato di Mercogliano dove attualmente sono ospitati una ventina di extracomunitari richiedenti asilo è segnato da calma apparente. Gettano acqua sul fuoco i responsabili della cooperativa che si occupa della gestione della struttura. Provano saggiamente a derubricare a ‘bravata’ anche gli stessi ragazzi che da circa due mesi sono ospiti in quella che per loro è diventata la loro nuova casa. Sono tutti giovanissimi, provengono dal Gambia, Libia e dal Senegal: tutti hanno alle spalle una vita difficile e la necessità di scappare dalla propria terra d’origine funestata dal massacro della guerra.

Nessuno, però, si sarebbe aspettato un episodio del genere. Anche perché, secondo quanto appreso, gli extracomunitari ospiti della struttura si sono integrati con vicinato nel migliore dei modi.

Ma nella notte tra sabato e domenica intorno alle ore 2, forse in due su una moto, si sarebbero avvicinati alla porta della palazzina e con una bottiglia in plastica contente del liquido infiammabile avrebbero quindi appiccato un fuoco. Prima di allora, mai nulla di simile si era verificato.
Suleiman, un ragazzo della Libia che presso la struttura aiuta e supporta i responsabili della cooperativa nell’inserimento dei neo arrivati, ha testimoniato alla stampa locale le sensazioni provate in quei minuti. “Per la prima volta abbiamo avuto paura – ha detto – Poi quando abbiamo visto cosa era successo ci siamo tranquillizzati. La gente del paese è venuta a trovarci l’indomani. Forse è stata solo una ragazzata, la gente di Mercogliano è sempre stata accogliente, con loro abbiamo un ottimo rapporto. Qui siamo tranquilli, ci sentiamo al sicuro, non c’è alcun problema con nessuno”.

(di seguito le interviste video realizzate agli extracomunitari ospiti della struttura)

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