La triste realtà dei carceri italiani, stituazione e prospettive. Si è svolto ad Avellino un con vegno con il patrocinio di Provincia, Fondazione Brodolini e Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali sul tema “La salute mentale in regime carcerario”. Hanno portato il loro contributo il dottore Raffaele Bracalenti presidente dell’Iprs, Rosanna Romano direttore generale delle politiche sociali della Regione Campania, la dottoressa Antonella Barone del dipartimento amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia. Ad aprire i lavori Carlo Mele, garante provinciale dei diritti dei detenuti che nel suo intervengo ha spiegato che “l’attività rieducativa nei carceri è fondamentale, poiché stare chiuso in quei posti cosi angusti porta ad una malattia mentale. Solo chi ha avuto la sfortuna di mettere piede all’interno delle strutture carcerarie può capire il dramma che si vive. Pensate poi a chi è ristretto in carcere per misure preventive in attesa di indagine. Una questione che deve far riflettere: quanti casi abbiamo in italia di gente che ha dovuto scontare il carcere, senza meritarlo per poi essere assolto. C’è bisogno di rivedere le leggi, la situazione della giustizia non è delle migliori non solo per chi viene ristretto ma anche per coloro che ci lavorano: è usurante”.
Redazione Irpinia
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