L’opinione di Gaetano Imparato: “Avellino dall’attacco tritatutti”

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Da “Il Biancoverde” n. 30 del 4/04/2014

L’opinione di Gaetano Imparato: “Attenzione all’Avellino dall’attacco tritatutti” Questa settimana, la rubrica “L’opinione di…” è dedicata al giornalista della Gazzetta dello Sport Gaetano Imparato.

L’Avellino colleziona prestazioni soddisfacenti ma questo 2014 continua a risultare avaro di risultati positivi…
“Le soste di campionato sono sempre una incognita, alla ripresa può succedere di tutto, ma valutando le gare giocate nel 2014 due vittorie in più, in classifica, non sarebbero state uno scandalo, come per esempio la trasferta di Carpi. Ci sarebbe da preoccuparsi se si registrasse un’involuzione che, sinceramente, non vedo”.

Dopo un girone di andata oltre le aspettative, i lupi, quindi, non sono in crisi di identità…
“D’accordissimo, solo problema di risultati. Un po’ di sfortuna, qualche svista arbitrale, qualche errore fatale di chi in passato ha fatto la differenza, o semplici cali lievi di tenuta. Credo si tratti di questo. Un insieme di cose hanno prodotto l’astinenza da vittorie”.

Soffermiamoci sugli arbitri che continuano a penalizzare questa squadra…
“Parto dal presupposto che la buona fede degli arbitri sia fuori discussione, così come ritengo che spesso – e parlo in generale – gli errori di un arbitro, in una gara, sono di gran lunga inferiori agli strafalcioni di attaccanti in area o difensori davanti la loro porta. A volte andrebbe valutato anche questo”.

Le sue considerazioni su mister Rastelli…
“Il tecnico biancoverde sta facendo un ottimo lavoro e, in verità, a volte vedo che gli si vogliono accollare sconfitte per le quali non ha colpe (per esempio il Siena in casa). In certe dichiarazioni può sembrare troppo esuberante, da sfiorare il provocatorio, ma il suo ruolo é anche quello di fare da pompiere su entusiasmi condizionanti. Un esempio: ad inizio torneo, a Reggio Calabria, Foti disse che la rosa era da Serie A; Atzori frenò ma nessuno gli credette, il resto non devo raccontarvelo certo io….. E lì una gran colpa di tutto è dell’ambiente che giudica come se fosse, ancora in A e con Mazzarri in panchina”.

Qual è il valore aggiunto di questo Avellino?
“Una società sana, un presidente motivato, serio ed equilibrato che ha creato una struttura di squadra intrigante. Nelle stanze del potere calcistico conta non poco se al vertice di un club c’é gente per bene, affidabile o invece avventurieri. In questo caso, le porte del paradiso, restano sempre inesorabilmente blindate, anche rinforzandosi con… Messi e compagnia”.

Il pubblico è un altro punto di forza, condividi?
“Certo. Noto grande maturità, la piazza non si fa prendere da isterie del momento ed é abbastanza equilibrata nei giudizi e nelle valutazioni. Mi sembra essere tornati a quell’aurea saggezza che caratterizzò gli anni e i miracoli della gestione Sibilia. Solo con un ambiente alleato e sobrio si possono ripetere quelle gioie”.

Dove arriverà questo Avellino?
“Non credo perderà i playoff, e se la preparazione atletica studiata da Rastelli e il suo staff, davvero permetterà un finale a tutta birra, l’Avellino renderà la vita difficile a tutti. Secondo me, questa rosa, questa intelaiatura, con pochi ritocchi in difesa e mediana, ma con un attacco tritatutti, potrà, a breve, centrare la Serie A con tranquillità”.(A.V.)

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