Foti ritira convenzione Pdz. Opposizione abbandona l’aula:”Vergogna”

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Si è aperta con la protesta dei cittadini residenti nelle contrade rurali, l’ultima assemblea municipale. Nel mirino la poca equità della legge sulla Tares che a causa di un adeguamento delle tariffe, poste in essere dal commissario Cinzia Guercio, ha esteso a tutte le zone periferiche la stessa aliquota, senza tenere in considerazione la differenziazione che si registra rispetto alle zone centrali nell’erogazione del servizio.
I cittadini hanno quindi chiesto risposte direttamente al sindaco Foti che ha spiegato come già da tempo l’amministrazione sta cercando di trovare una soluzione per rimodulare le tariffe. L’obiettivo è venire incontro alle esigenze dei cittadini meno abbienti ripristinando le condizioni precedenti, ovvero un adeguamento in base al reddito.
Messa da parte la questione Tares, si è entrati nel vivo dei lavori con le considerazioni politiche del sindaco Foti che ha spostato i riflettori da quello che doveva essere il reale tema portante della serata : il Piano Sociale di Zona. Il primo cittadino ha voluto sottolineare come la crisi aperta in seno alla maggioranza, dai 5 consiglieri dissidenti, è rientrata in seguito al ritiro spirituale che si è tenuto a Mercogliano. “Mi assumo tutte le responsabilità degli errori compiuti – ha esordito Foti – Avremmo dovuto coinvolgere i consiglieri con una più ampia collegialità ed è quello che faremo d’ora in avanti. Abbiamo tutti riconosciuto la necessità di non ripetere gli errori fatti, per il resto voglio ribadire che sono il solo responsabile delle mie azioni, che nessuno mi ha mai chiesto poltrone e che il dissenso in seno alla maggioranza aveva ragioni squisitamente politiche”.
Ma le parole del sindaco non sono piaciute al consigliere Enza Ambrosone, la quale ha cercato di riportare il fulcro del discorso sui problemi reali che attanagliano la città: “Le paturnie di una maggioranza che si divide e si ricompone il giorno dopo non ci interessano, noi vogliamo parlare di Avellino”. Il capogruppo dell’Udc da tempo rivendica il ruolo dell’opposizione nelle scelte e negli indirizzi di governo. “È il consiglio che è deputato ad esprimere gli indirizzi, non il Partito Democratico. La riunione della settima commissione che avrebbe dovuto discutere dell’atto convenzionale è andata deserta perchè c’era una riunione a via Tagliamento che sconfessava la linea portata dal sindaco nella conferenza dei capigruppo”. Infatti la direzione del Partito Democratico aveva palesemente espresso la volontà di eliminare la figura del vicecoordinatore per fugare ogni dubbio e insinuazione circa l’operatore del consiglio, salvo poi riconfermare la necessità di approvare l’atto convenzionale nonostante da tempo tutti conoscono la sorte del Nuovo Ambito Territoriale, ovvero il commissariamento.
Sarà stato proprio questo a far riflettere la maggioranza e in netta contraddizione con le dichiarazioni rilasciate da più parti, alla fine ha pensato di ritirare l’argomento all’ordine del giorno, la riapprovazione della Convenzione con relative integrazioni e modifiche. “Intendo ritirare questa pratica – dichiara Foti – perché ho ricevuto comunicazione della nomina del commissario ad acta. Visto che l’adesione di 15 comuni rispetto alla convenzione non basta a rendere legittimo l’atto aspetteremo che il commissario assuma il suo mandato e stili le linee da seguire”. Una scelta in controtendenza con le inesauribile riunioni che si sono tenute negli ultimi mesi e che hanno visto i sindaci dei comuni convenzionati pronti ad approvare il documento nei rispettivi consigli comunali.
Il ritiro della pratica da parte del sindaco, invece, non ha sorpreso l’opposizione che ha giudicato questo modo di operare da parte della maggioranza vergognoso. “Prima ci viene detto che approvare la Convenzione è cosa urgente – chiosa Giordano – poi si decide di ritirare la pratica. Non può andare avanti questa storia, perché di una cosa del genere non si parla nelle sedi del Pd o dell’ UdC, ma nell’aula deputata a prendere decisioni. Continuiamo a parlare di nulla in questo consiglio”.
Alla luce di quanto accaduto i capigruppo di minoranza hanno presentato un ordine del giorno in cui hanno dichiarato la volontà di abbandonare l’aula. “I capigruppo chiedono all amministrazione di esprimere una valutazione sul ritiro della pratica del Piano di Zona, perché la venuta del commissario danneggia le famiglie e significa il fallimento della politica. Tutta l’opposizione in virtù del ritiro della pratica del Piano di Zona per questo ha deciso di abbandonare l’aula”.
Secondo indiscrezioni il commissario dovrebbe essere un funzionario dell’Asl di Castellammare. (Di Rosa Iandiorio)

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