Nusco Biancoverde, Giove: “Inconcepibile vedere pochi paganti”

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Da “Il Biancoverde n. 17 del 13/12/2013

E’ uno dei soci fondatori del Club “Nusco Biancoverde”. Luigi Giove ha contribuito alla nascita del gruppo dell’alta Irpinia nel 2009, dopo il fallimento della vecchia Unione Sportiva Avellino 1912: “Dopo la caduta dell’U.S. Avellino non ci siamo persi d’animo – dichiara -. Ci siamo immediatamente accostati alla nuova squadra e alla nuova dirigenza. Abbiamo voluto sostenere, fortemente, i colori biancoverdi anche sui campi polverosi della Serie D. E’ stata dura ricominciare, è vero, ma l’amore e la passione verso questa squadra l’ha fatta da padrone. Oggi siamo nuovamente in Serie B, un palcoscenico prestigioso, importante, che abbiamo meritato. L’Avellino, tuttavia, ha una storia calcistica alle spalle considerevole e le categorie inferiori ci stavano veramente strette – ammette il tifoso -.
Personalmente, credo parecchio in questa squadra e confido arrivi tranquillamente ai paly off. È un gruppo forte, compatto e che, soprattutto, gioca bene a calcio. Rastelli è un grande motivatore e sostengo che il centrocampo sia il suo punto di forza. D’Angelo, Schiavon e Castaldo – continua Giove – sono i valori aggiunti di questo organico e credo siano veramente sprecati per questa categoria. Sono convinto, calcheranno, in futuro, palchi ben piu importanti. Nonostante la classifica ed i risultati sorprendenti, non sono contento di come il pubblico avellinese stia rispondendo allo stadio – incalza -. E mi riferisco alle presenze. Sono veramente pochi i paganti, se pensiamo che contro una squadra importante come il Cesena ce n’erano scarsi tremila oltre ai duemila abbonati. Fa bene il presidente Taccone a lamentarsi. Avellino è una piazza pretenziosa, esigente che dopo una sconfitta, si abbatte e volta subito le spalle. Non si è tifosi a convenienza. Bisogna rimanere sempre al fianco della squadra, nel bene e nel male. Anche da ultimi in classifica”.
Continua ad attaccare la mentalità e la condotta di alcuni sostenitori dell’Avellino il tifoso di Nusco: “Lo stesso discorso vale per Togni, ed i fischi che, puntualmente, lo scortano. Non si può insultare un giocatore che ha subito due infortuni e che sta cercando di recuperare la forma fisica. È un atleta che va, a mio avviso, incoraggiato, sostenuto e non contestato. È ovvio si abbatta a livello di morale. Deve avere il giusto tempo per poter carburare”. Torna sull’Avellino, sul calcio giocato e sullo spirito di squadra che caratterizza il gruppo di Rastelli l’amico Luigi: “Sembra che questi calciatori giochino insieme da una vita. In campo, ogni sabato, scendono degli uomini che mettono in mostra, puntualmente, non solo le loro doti tecniche, ma soprattutto morali. Parliamo di una squadra dalla grande personalità e che, al contempo, gioca per divertirsi e cerca di farlo nel migliore dei modi”.
Castaldo e compagni, dopo averla spuntata col Frosinone, hanno sfatato un altro tabù, in meno di due anni, ma l’attenzione è focalizzata sul campionato: “Andare a giocare a Torino contro la Juventus di Conte, per me è un sogno che si avvera. Ci stiamo organizzando con il treno e porteremo con noi il nostro caro striscione ‘Nusco Biancoverde’. Se nel mercato di gennaio – conclude – la società ingaggerà due elementi in attacco, al posto di Soncin e Biancolino, e uno in difesa, sono sicuro che i play off non saranno difficili da raggiungere. Sarebbe un vero e proprio miracolo”.

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