L’ex lupo Puleo: “L’Avellino sfaterà il tabù retrocessione”

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Da “Il Biancoverde” numero 14 del 22/11/2013

C’è un filo indissolubile tra Simone Puleo e l’Avellino. L’ex capitano biancoverde, insieme a Stefano De Angelis, Raffaele Biancolino, Francesco Millesi, Ivan Tisci e Marco Vianello è stato uno dei sei giocatori ad aver militato sia nell’U.S. che nell’A.S. Avellino. Senza alcuna distinzione. Facendo del bianco e del verde, le tinte del suo cuore. È stato, inoltre, capitano sia dell’una che dell’altra squadra.
Un lungo amore quello con l’Avellino, nato nella stagione 2000-2001 ed interrottosi nel 2006, dopo due promozioni. Il difensore classe ‘79, poi, giunge nelle fila del Crotone in serie B. Pochi mesi, poi, dal 2006 al 2008 è nuovamente in biancoverde (1 promozione in B); da gennaio 2008 alla fine della stagione 2009 passa al Monza per poi risposare la causa Avellino nel 2009, in serie D.
Anche se a distanza, ed impegnato nel corso di Direttore Sportivo a Coverciano, Puleo segue le sorti dei lupi. Ben duecentocinquanta presenze e quattro reti con la maglia biancoverde. L’ex centrale difensivo ha, oggi, una nuova ambizione: fare l’allenatore, magari della Primavera dell’Avellino: “Sono legatissimo a questa terra e a questi colori. Sono contento che la squadra di Rastelli stia andando oltre le aspettative e le previsioni – dichiara -. I risultati ottenuti finora, sono il prodotto di un attento lavoro di gruppo, a cominciare dalla società e dallo staff tecnico a disposizione. Mantenere solida e compatta una squadra – prosegue – non è cosa semplice. La sensazione che ho – sottolinea l’ex lupo – è che rispetto agli altri anni, dove ad ogni Serie B ha seguito la tempestiva, quasi attesa retrocessione, vi è un gruppo vincente, trionfante che sta, effettivamente, conquistando dei risultati importanti. E che, quasi certamente, non correrà questo rischio.
Mantenere nel torneo cadetto, diversi autori della promozione della scorsa stagione, è sicuramente un’altra arma a favore di Rastelli e del suo staff. Sinceramente, non credevo che l’Avellino partisse in maniera così sprint, soprattutto guardando l’organico sulla carta e mettendolo a confronto delle big del campionato come Siena, Empoli e Palermo. Ma Massimo che, personalmente ho conosciuto prima come uomo e come calciatore, poi come allenatore, è un professionista capace, cavilloso, squisito ed ha dimostrato il suo valore anche a Castellammare, alla sua prima esperienza in panchina. Ha un gruppo incredibile, che mi fa rivivere, per un attimo, l’anno della promozione a Crotone con Vullo, nel 2003”. Puleo, irpino d’adozione, conosce bene la città e la calda piazza avellinese: “Se l’ambiente e la società riescono a rimanere uniti e, soprattutto con i piedi ben saldi a terra, si può ambire a qualcosa di più importante. E mi riferisco agli obiettivi stagionali. La salvezza, a mio avviso, è alla portata di questa squadra e ricordiamcoi che i play off sono allargati quindi, zitti zitti e concentrati, questi lupi possono riservarci qualche bella sorpresa.
Inoltre – conclude Puleo – hanno un altro punto di forza. Probabilmente il più importante: il pubblico. La media spettatori parla chiaro. Diecimila persone, ogni domenica, ti fanno tenere alto il rendimento e tra le mura di casa, tutto diviene più facile. Il calore del pubblico avellinese è superlativo, unico e contribuirà, senza dubbio, ad affrontare il torneo cadetto con dignità ed onore. Ne sono certo”.

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