Avellino – Un tavolo che riunisce l’Irpinia del ‘vino’ al completo. Con tanto di sala gremìta, colorata di uomini dell’alta politica e di quella locale. Amministratori, sindaci, docenti e imprenditori. Tutti presenti per ‘brindare’ con alla mano il bicchiere di vino più pregiato: quello prodotto dai tasselli di una filiera fatta di passato, presente e futuro; figlio di una terra particolarmente vocata; cresciuto nei vigneti delle ambizioni, grazie alle inimitabili capacità dei coltivatori-imprenditori irpini e poi incoronato dal sogno, divenuto realtà in soli sei mesi, del nuovo Corso di Laurea triennale in Viticoltura ed Enologia.
Di cui finalmente la provincia irpina si ‘inebria’, dopo anni e anni di storia, difficoltà, infine successi. Una rivincita accademica ma non solo, celebrata da presenze importanti: in veste di tenace e commossa battagliera, la Presidente della Provincia Alberta De Simone; il sindaco di Avellino-Città della conoscenza, Giuseppe Galasso; il preside della Facoltà di Agraria di Portici, Alessandro Santini; l’assessore regionale all’Università e alla Ricerca scientifica, Teresa Armato; l’enologo e docente del Corso partito lo scorso 2 ottobre presso la sede dei Cappuccini, il Professor Luigi Moio, Ordinario a Foggia; dulcis in fundo, il nuovo Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi. Assenti (per impegni istituzionali) al primo momento inaugurale della mattina in sala Grasso, il senatore Antonio Maccanico, il senatore Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, il Ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, il Presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino e il Rettore della Federico II di Napoli, Guido Trombetti.
Sul nuovo percorso di studio e sperimentazione che interesserà i ‘dottori del vino’, tanti gli interventi e le riflessioni del tavolo, introdotti da Antonio Corbo nelle vesti di moderatore.
Infine, nel primo pomeriggio, dopo il salto alle cantine e i momenti di musica e degustazione presso l’istituto De Sanctis, presieduto da Michele De Simone, il taglio del nastro per mano dell’On. De Simone e dell’assessore regionale Enzo De Luca.
A seguire, la visita alle aule e ai laboratori, nuova casa dell’Avellino accademica Docg.
Sintesi dei saluti pervenuti dalle autorità
Antonio Maccanico: “(…) Esprimo le mie più vive felicitazioni per l’iniziativa tenacemente perseguita dalla De Simone, che rappresenta un notevole salto di qualità nella formazione e nello sviluppo del territorio (…)”.
Luigi Nicolais: “(…) Questa nascita rappresenta per l’accademia e per il tessuto produttivo locale una grande occasione di sviluppo. (…) Una sfida stimolante a garanzia di nuovi risultati per la qualità e le competenze delle produzioni (…)”.
Nicola Mancino: “(…) E’ un percorso che esalta una vocazione finora rimasta a metà strada (…)”.
Gli interventi al tavolo
Il sindaco Giuseppe Galasso: ” (…) La mia soddisfazione è che questo riconoscimento viene a distanza di pochi anni, quando la scuola correva il rischio di essere soppressa. Grazie, dunque, alla Presidente De Simone, per il corso e l’opera di ristrutturazione. (…) Quello di oggi è un evento apripista per altri momenti che la città deve vivere: altri corsi in altri settori perché c’è bisogno di rilancio culturale. Non a caso nella conferenza programmatica abbiamo parlato di Città della Conoscenza. (…) Il fatto poi che, nonostante 140 domande di iscrizione, ci siano 40 posti disponibili, testimonia che l’intenzione è quella di preservare la qualità di una regione che finalmente si mette al passo con i tempi. (…) Grazie anche al presidente Bassolino, perché tutto si è realizzato come previsto (…)”.
Alessandro Santini: “Tutto è avvenuto in tempi brevi, ma non abbiamo agito d’impulso. Le discussioni in facoltà si erano aperte da anni. (…) Poi, la lungimiranza della De Simone ha accorciato i tempi (…)”.
Santini ricorda le sfide di un’agricoltura moderna che necessita di supporto scientifico e tecnologico, e ancora il forte legame di due iniziative campane, quella di Portici e quella di Avellino.
“Per Portici ci vollero quasi dieci anni. Ma la facoltà ha sempre guardato a tutto il Mezzogiorno. (…) In questa sfida ci crediamo. C’è bisogno di innovazione e di nuovo capitale umano che si forma con il tempo. Siamo sicuri di aver fatto la scelta migliore. (…) Il Professor Moio proviene dalla nostra facoltà e ora gli abbiamo affidato un gruppo di giovani da portare avanti. (…) Ma l’enologia non è l’unico settore. Ci vuole una visione complessiva che non migliori solo le singole cantine. Per questo mettiamo a disposizione ricercatori esperti nella salvaguardia del territorio, dei suoli, della coltivazione, del marketing, importante strumento per vincere la sfida sui mercati internazionali. Insomma, dobbiamo puntare all’eccellenza”.
Teresa Armato: “Porto il saluto del presidente Bassolino, impegnato a Roma. E anche la conferma dell’attenzione della Regione Campania su questa iniziativa. Avellino è la terza città dopo Cuneo e Siena ad ospitare un corso così specifico. Che non nasce senza una storia. E giunge alla fine di un percorso sociale, politico, economico molto vissuto, basandosi su una vocazione territoriale forte. (…) E’ nata una micro-economia che si basa e si è basata sul vino, che significa qualità ambientale, sicurezza alimentare, innovazione di processo e di prodotto, marketing internazionale. (…) L’Irpinia è un riferimento importante per il turismo alternativo che si muove sulla qualità ambientale e dei prodotti, sulla tradizione enogastronomica. E alla stregua di dati importanti: quelli di una Campania che sa scommettere sulle vocazioni naturali e sa fare sinergia nei momenti giusti. (…) Quello che si inaugura oggi è pure un investimento sulla filiera della conoscenza: insomma, l’iniziativa giusta nel posto giusto”. (di Antonietta Miceli)
