Nomine negli enti, Margherita: consiglieri in rivolta

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Avellino – Nove firme per alimentare la fonte della discordia che regna nel giardino della Margherita cittadina. Nove nomi a suggellare il ‘documento della ribellione’. Ad inasprire la situazione non propriamente di pace, dopo il caso Alto Calore, un ulteriore tassello sgranato che andrebbe ad inserirsi nel nuovo organigramma dell’Ato. Sembra infatti che nessuno dei consiglieri in quota fiorellino andrà ad occupare lo scranno nel Cda dell’ente d’ambito ma l’incarico verrà affidato, su designazione del sindaco Galasso, ad un componente ‘esterno’. Se l’indiscrezione dovesse essere confermata, allora sarebbe già possibile intravedere il prosieguo di una fibrillazione che nella serata di ieri ha dato inizio alla sua consumazione. Ma procediamo per gradi. Massima discrezione e nessuna volontà di strumentalizzazione: i due cardini portanti della nota presentata, nelle segrete stanze di Piazza del Popolo, al capogruppo cittadino Enza Ambrosone. Cucciniello, Vecchione, Reale, Iandolo, Poppa, Freda, Di Cecilia Basagni e Palumbo sembra abbiano sollecitato alla Ambrosone un incontro urgente. Termine ultimo cinque giorni prima di passare a misure estreme. E se chiare appaiono le intenzioni, altrettanto trasparente sembra essere il contenuto del documento. Oggetto della discussione, infatti, sarebbe in primis il criterio di designazione di Nicola Giordano in seno al Cda dell’Alto Calore. Una nomina che, secondo gli interessati, avrebbe dovuto basarsi sul metodo del sorteggio così come stabilito la scorsa settimana nella sede di via Tagliamento. Un iter diametralmente opposto che rischia dunque, nonostante i chiari dissensi, di andare a costituire un precedente da adottare anche per le future nomine. Si continua a contestare il doppio incarico del segretario nonché capogruppo Enza Ambrosone. (redazione)

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