Regione – Strutture sanitarie pubbliche e private: è stata accettata di buon grado dal presidente della V Commissione consiliare, Angelo Giusto, la decisione dell’esecutivo di impegnarsi in tempi brevi per garantire la proroga dei termini per l’adeguamento. “La Giunta – ha spiegato Giusto – ha mostrato grande senso di responsabilità. Un segnale positivo rispetto alla non saggia decisione annunciata i giorni scorsi, che mai l’esecutivo avrebbe concesso la proroga. Ma, per evitare una resa senza condizioni, la Giunta può usare il tempo della proroga in maniera intelligente”. E queste sarebbero le ragioni che spingono Giusto a sollecitare per una proroga ‘vigilata ed accompagnata’: l’assessore alla Sanità, infatti, dovrebbe assegnare un cronoprogramma ai Direttori Generali per l’adeguamento delle strutture pubbliche di propria competenza. E rispetto al programma stesso esercitare una “rigorosa funzione di controllo e di verifica degli obiettivi assegnati”. Oltre a questo occorre rispettare i privati provvisoriamente accreditati, pretendendo allo stesso tempo rigore e qualità”. Non solo. Precisazioni anche sui tempi: “assegnare un tempo – ha spiegato l’esponente dei Ds – e lasciarlo scorrere senza far nulla significa ripetere l’errore commesso in questi cinque anni. La Sanità ha bisogno di cambiare passo. Non si può continuare ad annunciare il rigore, il riordino ed a far praticare la politica del ‘lasciar fare’”. Giusto, inoltre, elargisce consigli anche al di là della specifica vicenda della proroga affinché si compia un ulteriore sforzo, nel senso di “… non limitarsi a fare buone leggi ed importanti delibere amministrative ma attuare una politica di controlli. Infatti affidare importanti risorse finanziarie che superano il 60 per cento dell’intero bilancio della Regione a dirigenti è giusto solo qualora vi siano verifiche e controlli sul compito affidato agli stessi. Non si spiega perchè dopo 5 anni dall’adozione della Delibera di Giunta del 2001 si sia arrivati alla scadenza del 10 settembre con quasi tutti i Direttori Generali delle nostre strutture pubbliche che non hanno ottemperato alle certificazioni degli ospedali ed al loro adeguamento, e non si sono attivati rispetto ai sopralluoghi e alle verifiche delle strutture private. E’ questo il caso in cui occorre esibire i muscoli rispetto al privato. Non possiamo ripetere lo stesso errore di una proroga senza vigilanza. Solo così avremo l’autorità di mettere ordine anche nelle nostre strutture ospedaliere. Con il coraggio di revocare l’incarico a chi non si assume le proprie responsabilità e non è in condizioni di reggere questa sfida”.
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