Avella – “Per quanto riguarda la prossima entrata in vigore del piano parcheggi, invitiamo i cittadini di Avella alla disobbedienza civile. È giusto pagare le tasse, è giusto rispettare le leggi, specialmente quelle Comunali, ma non é possibile subire passivamente le imposizioni di un “novello guascone” che dimostra ogni giorno che passa, con i suoi modi rozzi e autoritari, di non avere alcun rispetto né per le istituzioni, tantomeno per i cittadini che dice di rappresentare”. Così in una nota Pellegrino Palmieri del centrosinistra per Avella.
“Siamo convinti che la sosta a pagamento, come tutte le altre operazioni presentate in pompa magna, sarà l’ennesima tassa inutile che gli avellani dovranno sostenere, solo per ottemperare alle promesse elettorali della lista “Colomba”. Sentiamo il dovere di dire al Biancardi che, come ci sembra di capire, se sente l’obbligo, o magari si trova costretto con altri mezzi, a dover saldare qualche debito assunto in campagna elettorale, sarebbe cosa buona e giusta che lo facesse con i soldi suoi e non con quelli delle famiglie avellane. Pagare 60 centesimi l’ora sapendo che 55 di questi andranno alla società che gestirà il servizio e che solo 5 miseri centesimi rimarranno nelle casse del Comune è praticamente una presa per i fondelli. È un insulto all’intelligenza degli avellani. Presentare un business plan che prevede un giro d’affari di 700.000 euro in 5 anni, è la prova provata che l’unico obiettivo programmatico perseguito da Biancardi e dai suoi seguaci è quello di svuotare, in maniera scientifica, le tasche dei cittadini. Un sindaco degno di definirsi tale, se intende fare gli interessi dei cittadini che rappresenta, di fronte alla tragica situazione economica in cui versano tantissime famiglie, dovrebbe comportare diversamente. Dovrebbe intervenire con una riduzione drastica della spesa pubblica, con il taglio dei benefici per i dirigenti Comunali, e con una riduzione della pressione fiscale, o quantomeno, con un contenimento della stessa. Invece, come tutti possono notare (vedi operazione Teatro), il cinico Biancardi si muove come se stesse amministrando un condominio della collina di Beverly Hills. Solo aumenti e nuove tasse, nonché le solite chiacchiere sulla cultura e sugli spettacoli che servono, in pieno stile repubblica delle banane anni 70, per distrarre i cittadini, e sviare l’attenzione dai problemi veri”.
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