Avellino – Il piano della sosta non mette ancora pace in città. E neanche nel centrosinistra cittadino. Dopo le numerose proteste dei residenti, le diverse convergenze partitiche e il passaggio definitivo dell’Esecutivo di Piazza del Popolo, arriva un nuovo ‘colpo di spada’. Contro il ‘salvadanaio’ di Palazzo di Città, ecco la nota ardente della Sinistra Ds. “Niente programmazione, tutta improvvisazione” è il motto caldeggiato dalla sezione di Avellino di fronte ad una “questione, altro nodo al pettine dopo molti rinvii, che mette a nudo la caratteristica principale di questa amministrazione: l’uso della città, la qualità dei servizi che dovrebbe offrire, sono assolutamente marginali nei pensieri di un sindaco che è spinto quotidianamente dal suo assessore al Bilancio a controllare l’incasso”. Una soluzione, quella prevista per i residenti del centro (destinati a pagare un decimo delle tariffe di base, ma solo per la prima macchina e per chi è sprovvisto di garage) che appare “pasticciata e confusa: la mancanza di programmazione, l’impostazione tutta economicistica, l’incapacità di garantire controlli ci inducono a dichiararci contrari”. Le ragioni: “Noi crediamo che la questione dei parchimetri debba essere una modalità di gestione della sosta e la fase di una più organica politica del traffico, non solo quindi il salvadanaio di Palazzo di città”. Una posizione, quella della sinistra Ds, che il segretario cittadino della Quercia, Gerardo Adiglietti così commenta: “Sono come gli smemorati di Collegno: fanno finta di dimenticare che stiamo utilizzando un provvedimento approntato nel 1988 proprio dal nostro assessore Giuseppe Bruno”. E sottolinea “nostro”. “Evidentemente, non hanno chiara la storia amministrativa della città. Probabilmente è questo uno dei motivi della loro sfortuna elettorale”. (Ant.Mic.)
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