Il Venerdì Santo di Pago del Vallo di Lauro

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Il dramma del calvario che ha ispirato pittori, poeti ed artisti di ogni genere, “vive lungo le strade e le piazze dei paesi irpini, trasformando gli antichi e storici borghi della nostra provincia in un’altra Gerusalemme”. Gli irpini di ogni ceto, perpetuando la tradizione ricevuta dai padri, danno vita a numerosissimi personaggi che partecipano alla rievocazione. La singolarità delle rappresentazioni itineranti e la compartecipazione degli spettatori all’azione drammatica, hanno dato a queste manifestazioni un carattere di unità. Fede, tradizione e folklore contribuiscono a garantire a questa secolare tradizione della nostra terrà una immutabile spontaneità, conferendole un aspetto solenne ed armonioso. La Via Crucis coinvolge tutti gli abitanti dei vari paesi della provincia di Avellino e porta in scena centinaia di figuranti, vestiti con i costumi dell’epoca, rigorosamente ricostruiti sulle immagini pervenute fino ai giorni nostri, dalla storia. Le rappresentazioni, sulla spinta del crescente apprezzamento della popolazione e del pubblico partecipe sempre più numeroso, sono state, da parte degli organizzatori, migliorate di anno in anno, con l’aggiunta di scene e di personaggi. Nella cura dei dettagli e, soprattutto, nell’aspetto interpretativo, con l’intento di coinvolgere lo spettacolo nelle emozioni forti, di chi rivive le ultime drammatiche ore di vita di Gesù Cristo. Superando, quindi la dimensione di spettacolo ed essere più compiutamente e cristianamente momento di meditazione e di fede. Nel giorno del Venerdì Santo a Pago piccolo comune del Vallo di Lauro in provincia di Avellino, una processione in costume dell’epoca si snoda per i borghi antichi del paese e di tutto il Vallo di Lauro. Come ogni anno si forma un piccolo comitato costituito da uomini e donne che organizzano la Via Crucis vivente interpretata dai ragazzi e ragazze del paese ognuno il suo ruolo, dove possiamo trovare la figura di Gesù, i ladroni, la Madonna, i soldati, il centurione, le pie donne, le madrone, gli schiavi, gli apostoli, le ancelle, i frustatori, la Veronica, il Re Erode con la moglie, gli angeli, e infine il popolo. Oltre alla via crucis vi sono anche un folto gruppo di uomini anziani, giovani e signore con una corona di spine sul capo vestiti di bianco, chiamati “Biancovestiti” che intonano strofe sulla morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Il gruppo dei biancovestiti si hanno notizie della loro esistenza già nel lontano 1959 e fino ad oggi non si è persa la tradizione che viene tramandata da padre a figlio.

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