FOTO/ Bersani: “Al primo posto l’Italia, poi il Pd e le persone”

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Avellino – Ressa, urla e spintoni all’arrivo del segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani ad Avellino. Per l’occasione, il CineTeatro Partenio e via Verdi si trasformano nell’encierro di Pamplona con gli uomini della Questura che hanno avuto il loro bel da fare nel contenere il ‘calore’ degli astanti. Tra i più infuocati, sicuramente i precari della scuola e gli operai della Irisbus che – secondo quanto riportato dalla segreteria di via Tagliamento – hanno ‘evaso’ il protocollo d’ingaggio con Bersani, circondandolo all’altezza degli scalini d’ingresso del palco del teatro (proprio dove sedeva in assoluta tranquillità l’ex vice presidente del Csm Nicola Mancino) e chiedendo di interloquire con lui. Ne è nata una vera e propria corrida, con il malcapitato Bersani tirato per la giacchetta a destra e a manca, con i giornalisti che inutilmente hanno provato a divincolarsi tra i presenti per raccogliere qualche accenno di dichiarazione del segretario e gli agenti della Questura impegnati a garantire l’ordine in una sala stracolma e rumorosa.
Passato il panico, Bersani è riuscito finalmente nell’impresa di salire sul palco e salutare i ‘democrats’ d’Irpinia. In sala erano presenti tra i vari anche il segretario campano del Pd Enzo Amendola, il consigliere regionale Rosetta D’Amelio, il sindaco dimissionario di Avellino Giuseppe Galasso, il senatore Enzo De Luca, il coordinatore del Pd irpino Caterina Lengua e, ancora, Lucio Fierro, Alberta De Simone, Raffaele Aurisicchio, rappresentanti sindacali e sindaci Pd giunti da ogni parte della provincia.

A dire il vero, comunque, un operaio Irisbus – prima dell’intervento di Bersani – microfono alla mano sul palco, ha letto una dura nota nella quale si accusava sia Bersani che la dirigenza provinciale del Pd.

“Preferisco subire contestazioni piuttosto che non agire e far nulla”, ha esordito Bersani in riferimento a all’incontro-scontro con le tute blu della Valle Ufita. “Da Ministro – ha continuato – ho sempre fatto in modo di incontrare i lavoratori in difficoltà perchè sempre fiducioso che i problemi di tutti possano essere risolti col dialogo. Per quanto riguarda l’Irisbus, posso dire che oggi non abbiamo tutte le leve per decidere definitivamente sulla fabbrica e su un piano trasporti che rilanci l’azienda. Ma questa resta una battaglia che il Pd porterà avanti, così come con la scuola e gli esodati”.

Pressione fiscale, legge sui partiti, scuola, consumi, precariato e lavoro: diversi i temi trattati da Bersani ad Avellino. “Bisogna chiudere l’epoca del Ghe pensi mi!. Questo tipo di ragionamento ha cancellato il Sud e questo tipo di ragionamento, portato dalle destre anche nel resto dell’Europa, ha fatto allargare la forbice tra il continente e l’Italia. Nessuno si salva da solo. Se ridurremo la forbice tra Nord e Sud in Italia, ritorneremo ad essere anche più competitivi come Paese in Europa”.

Parlando di primarie e delle tesi che l’ala bersaniana porterà alla competizione interna del centrosinistra, il segretario nazionale del Pd non ha fatto mai accenno diretto al suo avversario principale, Matteo Renzi, se non quando – indirettamente – ha spiegato: “Sapevamo che non si sarebbe trattato di un pranzo di gala. Dobbiamo ritornare come Pd ad essere di nuovo sentimentalmente tra la gente, con una politica che metta al primo posto l’Italia, poi il Pd e le persone. Siamo l’unica democrazia al mondo che fa ancora una netta distinzione tra vecchi e giovani. Tutte le riforme approvate quando ero Ministro, sono state fatte per i giovani da chi aveva ed ha un po’ di esperienza nelle cose. Le foglie nuove vengono fuori solo se alla base ci sono radici forti, altrimenti sono foglie di altri”.

Applausi scroscianti e pubblico in delirio. Alla fine, un breve faccia a faccia con gli operai Irisbus in un corridoio di servizio del teatro e la fuga in auto, nuovamente ‘scortato’ – come nell’incipit della serata – dai manifestanti, giornalisti e forze dell’ordine.
(anpi)

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