“Quattro notti….e più di luna piena”: tre irpini all’evento sannita

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Benevento – La Biblioteca provinciale di Benevento ospiterà, in occasione della rassegna “Quattro notti….e più di luna piena”, fino al 16 luglio, la mostra “Vedute del Danubio”, curata dall’irpino Modestino Romagnolo. Una personale già esposta presso il Carcere Borbonico di Avellino e a Castel Nuovo a Napoli dove ha suggellato un grande successo. Nella mostra saranno esposte trenta litografie provenienti dal Museo di Budapest di artisti del XIX secolo che documentano città e fortezze lungo il Danubio, dalla fonte fino alla foce sul mare, dalla pittoresca fortezza di Deveny, dove confluiscono Danubio e Morva fino alle popolazioni rurali che caratterizzano quei paesaggi. La realizzazione della navigazione a vapore aveva infatti finalmente reso navigabile il Danubio lungo il suo intero corso. L’inaugurazione della manifestazione sarà battezzata propria dall’ambasciatore d’Ungheria Istvan Kovacs, dal direttore dell’Accademia d’Ungheria, Laszlo Csorba, dalla direttrice del Museo Nazionale di Budapest Beatrix Basics. Ma la città di Benevento ospiterà anche altri due irpini: Carlo Maluccio e Giuseppe Pagnotta nell’ambito delle mostre “L’arte nell’arte”, a cura di Rosanna De Cicco. Carlo Maluccio esporrà alcune opere alla Rocca dei Rettori nell’ambito dei “Solisti in concerto – Arte contemporanea”, Pagnotta proporrà alcune opere al Palazzo Paolo IV negli “Incontri di pensieri creativi – Arte contemporanea”. Due artisti, Maluccio e Pagnotta, che restituiscono una personale visione dell’arte. Così Pagnotta partito dalla centralità nell’arte di luci e colori si avvicinerà sempre di più ai toni brillanti della pop-art, all’irruenza dell’action-painting in cui i ritratti si fanno vere e proprie icone, immagini di forte impatto visivo e le donne sono ridotte a volti, ora sensuali, ora inquieti ma sempre espressione di emozioni. Sceglie, invece, di raccontare un universo in bilico tra realtà e finzione Carlo Maluccio, attraverso paesaggi che appaiono sempre dai contorni sfumati, avvolti da ombre, alla ricerca di ciò che si nasconde dietro la superficie della realtà. “Veli corposi e vaporosi insieme, d’una indefinibile romantica attitudine alla malinconia”, tra i quali si nascondono personaggi pittoreschi, al limite della sopravvivenza, tra angoscia e solitudine.

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