“Pizzuti e Morgante si sottraggono al confronto democratico”. Moscati e Asl assenti in aula, la rabbia dei consiglieri

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I potenti mezzi del Comune di Avellino non sembrano essere tali, potrebbe essere andata in tilt anche una semplice pec o in “difficoltà” una banale mail. O almeno così fanno intuire i manager dell’azienda ospedaliera “Moscati” e dell’Asl. Invitati ufficialmente – tramite posta elettronica semplice o certificata – a partecipare ad un incontro sul futuro della sanità irpina, aperto anche ai consiglieri comunali del capoluogo, Pizzuti e Morgante non si sono presentati, facendo sapere, dai rispettivi uffici stampa, di non aver ricevuto nessun invito ufficiale.

Invito ufficiale che è invece arrivato al presidente dell’Ordine dei Medici, Francesco Sellitto, ed ai consiglieri del civico consesso. I quali, alle 15 in punto, erano a piazza del Popolo in religiosa “attesa” che, alla fine, è risultata vana. L’incontro, ovviamente, non si è tenuto ma è stato comunque prodotto un documento, alla cui stesura hanno partecipato in primis i consiglieri-medici, ovvero Franco Russo, Elia De Simone, Amalio Santoro e Luigi Preziosi.

Il punto di partenza dell’incontro di oggi era il dibattito consiliare del 15 dicembre scorso, durante il quale “si erano evidenziate le gravi problematiche della sanità irpina”. Per questo motivo, “si era deciso di chiedere un incontro tra l’amministrazione comunale, i capigruppo consiliari, con i responsabili dell’azienda ospedaliera Moscati e dell’Asl, al fine di intraprendere un percorso di collaborazione istituzionale”.

Il documento, però, non può che prendere atto di un fatto: che i vertici dell’azienda ospedaliera e dell’Asl “si sono sottratti ancora una volta al confronto democratico; che i recenti atti di programmazione regionale in materia di sanità non tengono in alcun conto le proposte e le indicazioni delle istituzioni locali”.

Quindi i consiglieri comunali decidono di bypassare Moscati e Asl e chiedono “un immediato incontro con la presidenza della Regione Campania per affrontare le criticità della sanità irpina ed avviarne un rapido percorso di rilancio”.

Si mette, in conclusione, nero su bianco quella rabbia che verso le 15.30 serpeggiava tra i consiglieri comunali presenti. Deluso anche il presidente dei Medici. “Sarebbe potuto essere – afferma Sellitto – un incontro sicuramente importante, si doveva parlare di sanità soprattutto territoriale, il Pnrr dove va ad incidere è, in particolare, sulla riorganizzazione della sanità territoriale, per quella ospedaliera si tratta di solo di riammodernamento di attrezzature”.

“Volevamo – prosegue – parlare di sanità territoriale, volevo ribadire alcuni concetti già espressi altre volte. Non condivido, infatti, il piano presentato dalla Regione per quanto riguarda la provincia di Avellino perché secondo me è insufficiente, salta completamente la prossimità delle case e degli ospedali di comunità. Quindi andrebbe rivisto facendo in modo che ci sia una casa di comunità per ogni AFT, cosa mi pare non sia stata fatta”.

“Ci sono area della provincia completamente sprovviste, faccio sempre l’esempio della Valle Caudina che è lontana dal centro ma che non ha una casa di comunità. Un cittadino della Valle Caudina che ha bisogno di mettere dei punti dove va? La prima casa di comunità è a 30 km di distanza; oppure arriva al Pronto soccorso del Moscati o del Rummo facendo saltare tutti i criteri”.

“Sono convinto – conclude Sellitto – che, ragionandoci, il piano può ancora essere corretto, anche perché abbiamo tempo fino al 30 giugno”.

“Il sindaco di Avellino ci mette la faccia, sempre, gli altri no”. E’ tanta la rabbia del consigliere comunale di maggioranza Elia De Simone.

“Oggi è stato dato uno schiaffo a tutti gli irpini, non solo agli avellinesi”, rimarca, invece, il consigliere di opposizione Franco Russo.