FOTO E VIDEO / Sviluppo, l’Irpinia prova a ripartire dall’IIA nonostante lo “schiaffo” della Fiat alla Dc

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Sviluppo, l’Irpinia prova a ripartire dall’IIA nonostante lo “schiaffo” della Fiat alla Dc. Due entità che hanno fatto la storia del nostro Paese sembrano essere ancora presenti nel destino della provincia di Avellino. Lo si intuisce ascoltando Giuseppe Morsa, segretario della Fiom Cgil.

“In Irpinia – dice – c’è stata una forte deindustrializzazione, con conseguente perdita di posti di lavoro, causata dalla scelta della Fiat di far pagare alla Dc di averla costretta a realizzare uno stabilimento, l’ex Irisbus, in Valle Ufita. Appena c’è stata l’occasione, con la fine del finanziamento pubblico, Fiat è andata via dalla provincia di Avellino”.

Il presente ed il futuro, dunque, secondo Morsa: “Oggi Industria Italiana Autobus non deve più essere un’azienda politica, ma autosufficiente, con la produzione, la ricerca, strutturando un vero polo pubblico del trasporto in Irpinia. Questa fase è decisiva, o cogliamo questo momento oppure dobbiamo trarre la conclusione che in questa provincia non è più possibile fare azienda”.

La Fiom Cgil ha presentato un report di 19 pagine, una ricerca, affidata a Davide Bubbico, docente del dipartimento di Studi Politici e Sociali dell’Università di Salerno.

Bubbico parte delle origini dello stabilimento Irisbus, nella seconda metà degli anni ’70. Un testo senz’altro interessante che ripercorre tutte le tappe dell’azienda, fino ad arrivare al 2015, anno di nascita di IIA.

Nella parte centrale del rapporto, Bubbico scrive: “Attualmente lo stabilimento produce esclusivamente modelli per il trasporto urbano dedicandosi, di fatto, ad un’attività di assemblaggio a partire dalla scocca fino alle finiture complete. Ciò significa che la ripresa della produzione ha rimesso in moto un’intera filiera di produzione di componenti, servizi e lavorazioni che, come nel passato, è tuttavia localizzata principalmente nel Nord Italia e all’estero, con ricadute minori per il tessuto imprenditoriale locale, seppure con inversioni negli ultimi mesi”.

“Attualmente – prosegue – nello stabilimento sono impiegati, su un unico turno centrale di produzione, poco più di 370 addetti con un’età media di 45 anni, quale risultato dei progressivi pensionamenti e delle nuove assunzioni a partire dal 2020. Nel 2021 è stata potenziata ulteriormente la struttura di R&S con l’inserimento di giovani ingegneri e progettisti attualmente intorno alle 10 unità”.

“Nel complesso, nel biennio 2020-2021, ci sono stati 148 nuovi ingressi e 56 uscite, con l’introduzione di personale under 30 non presente nel 2019. Le stabilizzazioni sono state invece complessivamente 86 (64 nel 2000 e 22 nel 2021). Sono stati avviati anche programmi di formazione e riqualificazione del personale”. Ad oggi la forza-lavoro è dimensionata per una produzione di due veicoli al giorno”.

Le proposte per il rilancio di IIA sono state avanzate nel corso del convegno seguito alla presentazione del rapporto. Nelle interviste video, abbiamo realizzato una sintesi.